Etichetta anche per la cacciagione

L’impegno finora profuso è stato infatti riconosciuto dalla FAO, che ha indicato i nostri allevamenti come una garanzia di sicurezza contro l’eventuale rischio della circolazione del virus dell’influenza dei polli, per le buone condizioni igieniche e i controlli eseguiti. La soddisfazione della Coldiretti arriva dopo la decisione del Ministro della Salute, Francesco Storace, sull’estensione dell’etichettatura alla cacciagione. Lo stesso Ministro ha inoltre richiesto una linea d’azione unitaria per l’Europa, una via peraltro sostenuta dalla maggioranza dei Paesi europei, sulla necessità di etichettare le carni avicole e i prodotti derivati. Secondo Coldiretti, l’Italia ha l’opportunità di porsi all’avanguardia in Europa grazie all’applicazione della legge 204/04 sull’etichettatura d’origine obbligatoria, anche se c’è ancora molto da fare perché l’etichetta è ancora assente su prodotti come la carne di maiale, le conserve vegetali e i succhi di frutta. Ciò vale anche per l’extravergine di oliva, con la possibilità di commercializzare olio ottenuto da miscele di origine diversa senza che questo venga indicato in etichetta. Per agevolare i controlli e valorizzare i primati qualitativi nazionali di fronte ad un mercato globale dove si rincorrono le emergenze sanitarie servono – sostiene la
Coldiretti – misure strutturali con un sistema di etichettatura obbligatorio che indichi la provenienza e l’origine di tutti gli alimenti, come elemento di trasparenza per produttori e consumatori e a garanzia della sicurezza alimentare.

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