Euro 2004, il bel gioco è dei piccoli

Euro 2004 non passerà di certo alla storia come il più bello di tutti i tempi, ma è facile pronosticare che come per la Danimarca nel ’92, questo si ricorderà a lungo come il torneo delle favole, quello dei greci, quello che neanche Esopo avrebbe potuto immaginare per la sua Grecia.
Oggi siamo qui a tracciare un consuntivo finale, un riepilogo di Euro2004 dal quale non può non emergere il calcio vecchia maniera, quello di Otto Rehagel, quello cuore, muscoli e libero. Sì, il tanto bistrattato libero e antinomia dello spettacolo è oggi campione d’Europa, in barba a chi ha fatto cambiare convinzioni e tattiche al Trap, noto esponente del calcio difensivista. Ma se difendersi significa vincere un Europeo battendo nell’ordine Portogallo, Francia, R. Ceca e ancora i lusitani, di certo non si può definire una vittoria immeritata. Allora onore ai greci che ora siedono sull’Olimpo del calcio, lode ai cechi che ci hanno mostrato un gioco brillante ed un ringraziamento alla sportività dei portoghesi. Per quanto riguarda la nostra piccola grande Italia è ancora tutto rimandato di due anni, nella speranza che l’amato spumante si mostri all’altezza di Champagne e Retsina.

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