Europa: guerra alla pirateria

Per la prima volta la lotta al file sharing ha interessato bacini di mercato come Francia e Gran Bretagna, portando il numero complessivo dei casi a più di 650 tra Danimarca, Germania, Italia e Austria, un numero elevato, ma non rappresentativo della realtà della musica illegale. Anche l’Europa pare quindi andare con il pugno di ferro contro la pirateria musicale, adeguandosi alle misure intraprese negli USA con la nuova regolamentazione, chiamata Piracy Deterrence and Education Act (PDEA). Le azioni legali intraprese nel vecchio continente, sono sia di tipo civile che penale a seconda delle leggi di ciascuno stato, non esistendo per ora una direttiva europea precisa contro coloro che fanno l’upload di canzoni protette da copyright attraverso software p2p. In Italia, da quando si sono inaspriti i controlli dopo le lamentele delle case discografiche, sono 7 le persone denunciate dalla Guardia di Finanza, che seguono le 30 segnalate a marzo, e tra queste figurano gestori di openap e edonkey. Per quanto riguarda il nostro paese, le pene previste per chi fa un utilizzo massiccio del peer to peer, senza avere l’autorizzazione ai diritti d’autore, prevedono oltre al risarcimento del danno economico provacato, anche una multa da 2.500 a 15.000 euro. Per il presidente della IFPI, Jay Berman, la caccia agli “uploaders” è un atto dovuto e che viene dopo una lunga campagna di sensibilizzazione ed avvertimenti, che ha interessato gli stessi utenti delle piattaforme p2p ed i network che forniscono i servizi. Anche se il problema non è stato risolto completamente, e probabilmente sarà ancora così per molto tempo, arriva un dato a confortare l’operato di chi si adopera nella lotta alla pirateria, sul network p2p Kazaa, c’è stata una riduzione del 20% degli utenti rispetto al gennaio 2004, in corrispondenza cioè, dell’inizio delle azioni legali. Un trend positivo a cui hanno contribuito i virtual store di musica online, che vendono musica a prezzi inferiori rispetto ai normali cd acquistabili nei negozi. Sembra muoversi qualcosa quindi nel mondo nascosto del file sharing, anche se, tanto per fare un esempio, sono ancora più di 2 milioni gli utenti iscritti a Kazaa, uno dei tanti network che gestiscono lo scambio di musica senza copyright attraverso peer to peer.

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