Europa: lotta alle cattive abitudini

In Europa però, longevità fa rima con anzianità generalizzata della popolazione, in quanto la riduzione delle nascite è evidente ed inizia a farsi preoccupante. Per quel che riguarda il Daly (l’impatto sulla salute generale di malattie, disabilità e mortalità), ad incidere maggiormente sui costi sanitari europei sono le malattie non trasmissibili (77%), gli incidenti e gli avvelenamenti (14%) e le malattie infettive (9%). Non manca poi un caso specifico che riguarda i Paesi dell’Europa orientale, dove povertà e inaccessibilità dei servizi sono ancora fattori determinanti per la salute pubblica. Di grande rilievo è l’impatto sui costi sanitari, pari al 66% in Daly, dei fattori di rischio legati alle cattive abitudini: fumo, alcol, ipertensione, ipercolesterolemia, sovrappeso, scarsa assunzione di frutta e verdura e ridotto esercizio fisico. Cresce quindi la necessità di contrastare gli stili di vita dannosi per la salute, in modo tale da prevenire gran parte delle malattie. A minacciare la salute infantile è invece la povertà ed il relativo impedimento allo sviluppo socioeconomico che, specie in alcuni stati membri, porta a precaria salute neonatale, ridotto accesso alle cure, scarse condizioni igieniche e comportamenti a rischio (dieta non equilibrata, inattività fisica, abuso di fumo, alcol e droghe in età precoce). Le diverse realtà europee costringono quindi ad applicare differenti tipologie di approccio. Una di queste è la Strategia europea per la salute e lo sviluppo di bambini e adolescenti dell’Oms Europa. sta mettendo a punto. Generale è invece la necessità di informazioni e di adeguati sistemi di monitoraggio sulla salute infantile.

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