Extra Telecom nulla salus

Sarà che dopo svariati e vani tentativi ho finalmente trovato un contadino libero che mi (moto)zappi il giardino e che oggi si è presentato solo per comunicarmi che il terreno deve essere assolutamente asciutto. Sarà che il governo… va be’, lasciamo stare… comunque piove! Immerso in un religioso silenzio e nella penombra del mio studio, dopo aver passato idealmente in rassegna i tutti i volumi della mia libreria (una sorta di contrappello cui mi presto ogni sera), accendo il portatile nell’impeto di redigere l’ormai usualmente intempestivo editoriale.

Piove. Lo strepitìo delle gocce sui vetri basta a distrarre la mia attenzione dall’urgenza dell’ufficio che mi stavo apprestando a compiere. Piove. Un rumore di fondo inaccettabile per una mente annichilita dal declino creativo. Nessun problema, quando le idee difettano basta guardarsi un poco in giro, carpire qua e là una suggestione e con quel minimo di mestiere, proprio di ogni giornalista che si rispetti, si confeziona un pezzo in men che non si dica. Quale fonte migliore cui abbeverarsi in cerca di ispirazione se non la grande rete? In condizioni normali, una mezzora di "clicking" selvaggio (zapping telematico) è più che sufficiente. In condizioni normali. Non oggi. Oggi piove.

Piove ed io sono orfano di internet da ormai due mesi. Già perché nella zona in cui abito ora nessuna azienda telefonica ha in programma di raccordare la banda larga, almeno nei prossimi cinque anni. Un cartello al contrario. Tutti d’accordo per tagliarmi fuori dalla civiltà. Una sorta di congiura del silenzio digitale. Lo ammetto, senza banda larga sono uno sbandato. Per la verità una timida speranza mi era venuta dalla notizia che avrebbero attivato in tempi brevi una rete wireless comunale. Pochi mesi. Cosa sono pochi mesi. Un’eternità, almeno per uno allo sbando.

Poi, di nuovo un’illusione quando alla televisione ho visto la pubblicità di una nota azienda di comunicazione mobile che offriva la possibilità di navigare a velocità pari all’adsl con un modem umts. Una potenziale via di salvezza per tutti gli sbandati come me (da intendersi come mancanti di larga banda). Un’altra chimera sfumata l’indomani stesso quando, collegandomi dal mio ufficio (dove grazie al cielo posso ancora connettermi con la società civilizzata) scopro che né quella né altre compagnie telefoniche mobili coprono la mia zona con l’umts ma solo con il gprs o il gsm.

Meglio stendere un velo pietoso. Mezz’ora per scaricare una e-mail con su scritto "prova", tempi che avrebbero fatto incazzare anche il pazientissimo Giobbe. Meglio i piccioni viaggiatori della prima guerra mondiale. A mali estremi estremi rimedi. Avevo deciso, come molti, di non allacciarmi più alla rete monopolista. Tanto ci sono i cellulari. Basta canone, basta bollette. Sono cose che si dicono sempre quando si cambia casa. Ma sapete qual è la novità? Meglio un modem analogico oggi che un hdsl domani. Ora chiamo il call center, che tanto è sempre operativo e stipulo il contratto! La verità è che extra Telecom nulla salus! Dovrà pur smettere di piovere…

P.S. la signorina Anna mi ha appena comunicato che fino a luglio, probabilmente, non mi allacceranno il telefono. Piove.

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