F1: Gran Premio del Brasile, ultimo atto

Non bisogna infatti dimenticare che, oltre alla definizione della classifica finale costruttori, il GP del Brasile tiene ancora a galla il sogno iridato di Schumacher: il pilota, che comunque si dice concentrato solo sull’obiettivo di riportare in classifica la Ferrari davanti alla Renault, potrebbe mettere a segno il risultato che nessuno più si aspetta. Certo, per agguantare il titolo piloti non sarà sufficiente una vittoria e non basterà dimostrare, ancora una volta, di essere il più veloce di tutti. È necessario che altri cinque piloti si dimostrino capaci di battere Fernando Alonso, così da lasciarlo a bocca asciutta fuori della zona punti. L’unico risultato utile per Michael Schumacher è infatti la vittoria, abbinata ad una totale debacle del suo rivale spagnolo. La statistica non è certo a favore della Ferrari, se si considera che Alonso nel corso della stagione ha sofferto di soli due ritiri e, nelle altre occasioni, non è mai arrivato fuori dalla zona punti. La Renault è affidabile e il suo primo pilota è sempre concentrato, non rischierà nulla più del minimo indispensabile per ottenere anche un solo punto. Ma la Formula 1 è uno sport complesso, dove i colpi di scena sono sempre in agguato; il motore della Ferrari di Schumacher non si rompeva da anni, eppure il dramma si è consumato nello scorso Gran Premio, quando la posta in palio era altissima. La tensione è alle stelle e nessuno, sia in casa Renault che, tantomeno, in casa Ferrari, può permettersi anche il più piccolo errore. È difficile, siamo italiani, ma forse è il caso di mettere da parte un po’ di scaramanzia e di iniziare a tifare sul serio. In ogni caso Michael Schumacher merita un saluto speciale, un ringraziamento per aver riportato la Ferrari nel ruolo che gli spetta, ovvero quello della squadra da battere…

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