Facebook e dipendenza da rete: ecco l’aiuto

È questo l’obiettivo dell’ambulatorio dedicato all’Internet Addiction Disorder che inizia l’attività lunedì 2 novembre 2009, all’interno del Day hospital psichiatrico del Policlinico Universitario "Agostino Gemelli" di Roma. Ubicato al piano -1 del Gemelli l’ambulatorio arricchisce l’offerta assistenziale dell’UO di Consultazione psichiatrica del Gemelli (diretta dal prof. Pietro Bria) per la cura di tutte le dipendenze, da quelle da alcol e droghe fino a quella da gioco d’azzardo.Per i programmi di riabilitazione l’attività degli psichiatri del Gemelli si avvale della collaborazione dell’Associazione "La Promessa".Il protocollo di intervento del nuovo ambulatorio è strutturato in tre passi: su un colloquio iniziale per confermare o meno la diagnosi di dipendenza; da incontri successivi per individuare la psicopatologia sottostante, eventualmente contenuta con un’appropriata terapia farmacologia; l’inserimento progressivo in gruppi di riabilitazione, al fine di "riattivare" un contatto "dal vivo" con gli altri e di conseguenza esperienze autentiche di condivisione, senso del limite, capacita di attesa e comunicazione non verbale. L’ambulatorio è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30. Per accedere alla prima visita occorre prenotare telefonicamente, contattando i numeri 06 30154332-4122.A proposito della dipendenza patologica da Internet, gli esperti individuano cinque profili, o sottotipi, di soggetti: il cyber-sexual addiction (sesso virtuale e pornografia), il cyber-relational addiction (social network), il net-compulsion (gioco d’azzardo, shopping e commercio on-line), l’information overload (ricerca ossessiva di informazioni) e il computer addiction (coinvolgimento eccessivo in giochi "virtuali" o "di ruolo").Parlando invece di sintomi, nel 1995 lo psichiatra americano Ivan Goldberg ha definito il concetto di Internet Addiction Disorder (IAD), individuandone sette principali sintomi caratteristici quali: il bisogno di trascorrere un tempo sempre maggiore "in rete" per ottenere soddisfazione; la marcata riduzione di interesse per altre attività che non siano internet; lo sviluppo, dopo diminuzione o sospensione dell’uso della rete, di agitazione psicomotoria, ansia, depressione, pensieri ossessivi su cosa accade on-line; la necessità di accedere alla rete con più frequenza o per più tempo rispetto all’inizio; l’impossibilità di interrompere o di tenere sotto controllo l’uso di internet; il dispendio di grande quantità di tempo in attività correlate alla rete; il perdurare dell’uso di internet nonostante la consapevolezza di problemi fisici, sociali, lavorativi o psicologici recati dalla rete stessa.Sempre gli esperti segnalano poi che ai sintomi della dipendenza si associano schematicamente altre sette caratteristiche: la perdita delle relazioni interpersonali; le modificazioni dell’umore; le alterazione del vissuto temporale; la cognitività completamente orientata all’utilizzo compulsivo del mezzo; il "feticismo tecnologico", cioè la tendenza a sostituire il mondo reale con un oggetto artificioso con il quale si riesce a costruire un proprio mondo personale e in questo caso virtuale; la deprivazione del sonno; i problemi fisici di varia natura come il mal di schiena, l’affaticamento oculare, la sindrome del tunnel carpale.

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