Farmaci: le reazioni al decreto

Se per l’associazione Cittadinazattiva e per Federfarma esistono sia lati positivi che negativi per il nuovo provvedimento voluto dal ministro Storace, la posizione di Movimento Consumatori si mostra invece più intransigente. L’associazione guidata da Miozzi dice “no a provvedimenti demagogici sui farmaci, che rischiano di scatenare un’assurda caccia allo sconto”. Pur concordando sulla necessità di azioni finalizzate a ridurre il prezzo dei farmaci di Fascia C e sull’opportunità di alternative più convenienti al paziente (a parità di principio attivo e di forma farmaceutica), il presidente dell’associazione sottolinea come molti siano “i punti discutibili di questo provvedimento”. Innanzitutto, secondo Movimento Consumatori, il tetto dello sconto del 20% non tutela i consumatori. “Mentre la riduzione in farmacia è stabilita per legge – spiega Miozzi – le aziende farmaceutiche possono aumentare il prezzo dei medicinali ogni due anni senza alcuna limitazione”. Il rischio, dunque, è che si scateni una gara al rialzo per recuperare gli sconti concessi. Gli altri dubbi del Movimento Consumatori provengono invece da quella che potrebbe rivelarsi una concorrenza difficile e a volte impraticabile: “Quale concorrenza effettiva sarà possibile – si chiede l’associazione – tra una farmacia e l’altra, se le distanze tra di loro sono spesso notevoli, se nei centri rurali c’è addirittura una sola farmacia, per non parlare degli orari notturni, quando in diversi centri c’è una sola farmacia di turno?”. Il rischio è quello di situazioni al limite del paradosso, dichiara Rossella Miracapillo (presidente dell’Osservatorio Farmaci e Salute): “Basti pensare alla possibilità di prezzi diversi a seconda del momento della giornata su uno stesso prodotto e nella stessa farmacia, oppure al dilagare degli sconti promozionali per incentivare i consumi, senza dimenticare i rischi per la salute”. Sempre la Miracapillo avverte: “In America e in Inghilterra, dove vige il libero mercato, il tasso di incidenti da farmaci è elevatissimo.” Una posizione, quella del presidente dell’Osservatorio Farmaci e Salute, condivisa anche da Lorenzo Miozzi, che conclude: “L’idea degli sconti, proposti dal decreto Storace, ha una forte presa pubblicitaria. Speravamo, al contrario, in un atto coraggioso da parte dello Stato: l’adozione di un regime controllato sul prezzo dei farmaci di fascia C così come avviene in Francia, Spagna e Austria dove di fatto il prezzo di questi farmaci è più basso e uguale per tutti i cittadini, a prescindere dal luogo, dal ceto sociale e dalla modalità di accesso al farmaco.”

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