Fast-food: dimagrire al McDonald’s

Come? Al McDonald’s,
ovvio… Che si tratti di una "trovata pubblicitaria" o di un riscatto del
"pasto veloce", questo non è dato sapersi, ma quello che risulta interessante
è il fatto che insalate, hamburger e patatine (solo due volte alla settimane)
potrebbero non essere poi così dannosi. Merab Morgan è infatti solo la
rappresentante di un associazione di consumatori americani che ha voluto
dimostrare come, anche all’interno di un McDonald’s, sia possibile dimagrire.
Proprio la recente introduzione di un menù a base di insalate è infatti il primo
passo di McDonald’s verso quello che i dietologi individuano come il problema
principale dei fast-food, ovvero le ridotte possibilità di variare la propria
dieta. In sostanza, come conferma un dietologo portavoce dell’American Dietetic
Association, anche al fast-food è possibile dimagrire, a patto che si consumino
pasti equilibrati. Proprio con la recente introduzione di insalate e portate
"più leggere" potrebbe presto cadere anche la tesi di Spurlock, il
protagonista di "Super
Size Me".
Nel film infatti, l’uomo-cavia si è cibato per un mese intero
all’interno di fast-food, seguendo semplici regole: 1) Niente alternative:
poteva mangiare solo ciò che era disponibile sul menù (acqua inclusa!) 2)
Nessuna maxi porzione se non in offerta. 3) Nessuna scusa: mangiare tutti i
piatti offerti dal menu almeno una volta. 4) Nessun salto: tre pasti al giorno:
colazione, pranzo e cena. Peccato che allora non ci fossero le insalate, così
Spurlock è ingrassato di ben 13 chili… da oggi, invece, ingrassare sembra
essere diventata solo "una libera scelta" del consumatore.

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