FBI: “Protezione Testimoni” 2

Alla regia del film non c’è più Jonathan Lynn, bensì Howard Dutch, che qualcuno ricorderà per la commedia di metà anni ottanta “Bella in Rosa”. In
FBI: Protezione testimoni 2 le storie di Oz e Jimmy si reintrecciano dando vita ad un film d’azione a tratti esilerante, come nella scena in cui Bruce Willis appare nei panni del killer trasformato in “casalingo” e più in generale, nella spassosa interpretazione del boss, da parte Kevin Pollack. La trama è brillante come si addice a questo tipo di pellicola, anche se in alcuni casi, la sceneggiatura non sembrà rendere in pieno l’idea di commedia insita nel film. Tutto ha inizio perchè Frankie Figs (Michael Clarke Duncan), che non era veramente morto nel primo episodio, rapisce per conto di un boss di Chicago la moglie di Nicholas “Oz” Oseransky (Matthew Perry), allo scopo di fargli contatattare il suo amico Jimmy “The Tulip” Tudeski (Bruce Willis), il quale deve al malavitoso 10 milioni di dollari. Per OZ, che stava a Beverly Hills
a farsi la bella vita, è un duro colpo, amplificato dal fatto che la moglie Cynthya (Natasha Henstridge) è oltretutto incinta. Si mette allora in contatto con Il Tulipano, oramai ritiratosi ad una vita tranquilla in Messico assieme a sua moglie Jill (Amanda Peet), il quale però si rifiuta di aiutarlo essendo ben consapevole delle intenzioni dell boss Lazlo Gogolak (Kevin Pollack). Jimmy sa che la volontà di Lazlo è quella di ucciderlo proprio a causa di quei 10 milioni che gli aveva sottratto e qui iniziano le disavventure dei due. Jimmy “The Tulip” Tudeski infatti decide di mandare a Los Angeles Jill, che viene però costretta dall’FBI a tradirlo ed a consegnarlo nelle mani loro e di Lazlo. I problemi sembrano però non avere fine, poichè nel frattempo Jimmy scopre di essere sterile, una scoperta che gli induce un forte stress e che solo grazie all’intervento di Oz riuscirà a superare, rimettendosi così in forma per risolvere la vicenda. Il risultato è un film discreto, che si lascia gustare per tutti i 90′ della sua durata, senza dare l’idea nè di un’opera memorabile, nè di un fiasco totale. Una pellicola degna ed a tratti comica quindi, che ritrova un Bruce Willis più lontano dalla sua etichetta di eroe americano, a favore di un personaggio più vicino agli stili di Perry e Pollack. Il film, distribuito da
CDI, sarà nelle sale italiane a partire dal 1 ottobre.

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