Festa della donna: tra storia e leggenda

Non mancano però le rivendicazioni di alcune esponenti del movimento femminista italiano come Irene Giacobbe, Tilde Capomazza e Marisa Ombra, che sostengono un’assenza di documentazione sulla credenza che vuole la nascita nel 1910, nell’ambito della II Conferenza dell’Internazionale socialista (Copenaghen). Gli storici si mostrano invece certi nell’attribuire all’8 marzo del 1917 la prima testimonianza certa dell’evento. In quell’anno, infatti, le operaie di Pietroburgo (Russia) manifestarono contro la piaga della guerra e l’assenza di cibo, in quello che viene considerato come il primo vagito di quella che passò poi alla storia come la rivoluzione di febbraio. Se negli Stati Uniti la connotazione politica fu ovviamente diversa, non mancarono però le occasioni per non dimenticare la tragedia, in Italia la "Festa della donna" fu particolarmente a cuore all’Unione Donne Italiane (UDI). Proprio alle donne italiane spetta invece l’origine dell’associazione tra l’8 marzo e la mimosa. Successivamente, i movimenti femministi si impegnarono affinché la "Festa della donna" diventasse il simbolo delle sofferenze sofferte dalle donne di tutto il mondo e di tutti i tempi. Impossibile però non citare un’altro accadimento al quale, soprattutto nel nostro paese, si fa spesso riferimento per trarre le origini della festività: ovvero alla fabbrica di Cotton (Stati Uniti) ed alla leggenda che la circonda. Pare, infatti, che nel lontano 1908, a New York, un sciopero proclamato da alcune operaie dell’industria tessile si trasformò in una cruenta tragedia. La leggenda narra che, proprio l’8 marzo, l’industriale e proprietario della fabbrica, tale Mr. Johnson, stanco dello sciopero decise di bloccare le operaie all’interno dell’edificio, dando poi alle fiamme all’intero stabile. Pur se toccante, l’episodio pare sia una "rivisitazione storica" di un altro incendio, che invece avvenne nel 1911 alla "Triangle Shirtwaist Company" di New York, con modalità parecchio diverse. In conclusione, le leggende ed i motivi storici che avvolgono la "Festa della donna" risultano comunque utili a non dimenticare un passato difficile per tutto l’universo femminile e che non dovrà mai riappropriarsi del futuro. La mimosa, scelta allora perchè bella e facilmente reperibile, è oggi tutt’altro che economica. Un dato che stona con il vero sentimento della "Festa della donna", ma facilmente aggirabile: basta un piccolo rametto, da abbinare però a 365 giorni di rispetto o, meglio ancora, amore, per tutte le esponenti del gentil sesso.

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