Festività di Pasqua: attenti alle sorprese

Ad orientarci sull’andamento dei prezzi dei prodotti pasquali è la Federconsumatori che pubblica i risultati del consueto monitoraggio annuale, dispensandoci, inoltre, alcuni consigli utili da tenere presenti al momento dell’acquisto. Colomba pasquale, pastiera, pigna dolce, scarcella, schiacciata o uova di cioccolato costituiscono alcune delle "dolci tentazioni" del periodo, ma quanto può arrivare a costare un pranzo di Pasqua? Innanzitutto, va considerato come l’andamento dei prezzi riveli un aumento medio percentuale, rispetto al 2005, che si attesta intorno al 5 %. Un aumento che però non riguarda i prezzi della carne di pollo (-39%) e tacchino (-14%), che pagano pesantemente il clima creatosi attorno al "Caso Aviaria". Per le altre tipologie di carne, invece, i prezzi di quelle più in voga nel periodo pasquale fanno registrare un +7,0% per l’agnello e l’abbacchio, mentre per il coniglio l’aumento si limita ad un modesto +1,1%. Per evitare brutte sorprese pasquali, i consigli della Federconsumatori sono quelli di rivolgersi ai rivenditori di fiducia e di prestare attenzione alla provenienza delle carni (possibilmente italiane). Attenti alle carni, quindi, ma anche agli ingredienti. Spesso, soprattutto nel caso delle uova non di marca, il cioccolato adoperato contiene infatti eccessive quantità di zucchero, grassi vegetali e animali, nonché additivi vari. Leggere bene l’etichetta dei prodotti è dunque fondamentale, così come diffidare dai dolci che contengono eccessive quantità di grassi aggiunti. Gli ingredienti principali di una buona colomba, ad esempio, sono zucchero e farina e uova.

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