Filippo De Pisis alla GAM di Torino

Si parte dal primo dipinto: Natura morta occidentale del 1919, per giungere all’opera conclusiva della rassegna: Natura morta con la penna del 1953. Su questo percorso principale si affacciano otto isole tematiche, che documentano, nella trentennale produzione di De Pisis, la persistenza di temi ricorrenti o diversi momenti immaginativi. Questi i titoli delle otto sezioni: 1. Lo spazio e le sue alterazioni. 2. La libertà fantastica. 3. Il quadro nel quadro. 4. I luoghi. 5. La pittura negata. 6. Il sublime. 7. L’erotismo delicato. 8. Villa fiorita. L’antologia dei disegni, raccolta in due sale, costituisce un’importante snodo della mostra, offrendo una selezione di altissima qualità di fogli estratti dall’ampia produzione grafica dell’autore. Anche in questo nucleo di opere l’attenzione alla ricorrenza di temi e iconografie risulta esaltata dalle scelte compiute dalla curatrice Elena Pontiggia. Le opere in mostra documentano con ampiezza di testimonianze l’itinerario figurativo di un autore sensibile e dal gusto raffinato, attore di una vita nomade e appassionata che lo ha portato a vivere a Roma, a Parigi, a Londra, a Venezia, a Milano e a posare il cavalletto in molti altri luoghi. A partire dall’incontro avvenuto a Ferrara, sua città natale, con i fratelli De Chirico e dalla confidenza con l’atmosfera della pittura metafisica che per loro tramite respira, la pittura di De Pisis inizia a prendere gradualmente forma personale nei primi anni Venti, quando, durante il soggiorno romano e poi con il trasferimento a Parigi, l’orizzonte delle esperienze del pittore si dilata e prende via via corpo quella visione originale, capace di risignificare i generi – la natura morta, il paesaggio, il ritratto di figura – in una scrittura pittorica colma di emozione e di stupore e in una progressiva spezzatura dello stile che lo conduce a “quella pittura a zampa di mosca” tanto ammirata da Montale. La mostra dà ampio conto di questo cammino, con alcune delle più belle nature morte degli anni Venti e molti numerose stazioni, a documentare con dovizia di testimonianze la stagione estrema del pittore, nel tempo della sua malattia e del ricovero a Villa Fiorita di Brugherio: tempo assediato dal dolore, ma generoso, ancora, di alcuni inarrivabili capolavori, nati da una spoliazione estrema dei mezzi e dell’assoluta rinuncia alla facilità. La mostra è a cura di Pier Giovanni Castagnoli, Corrado Levi e Elena Pontiggia. Il catalogo, per i tipi delle edizioni GAM, contiene, oltre ai testi dei curatori, contributi di Cristina Mundici, Maria Mimita Lamberti e Marco Vallora. Sarà possibile visitare la mostra antologica dell’opera di Filippo De Pisis dal 14 aprile 2005 al 03 luglio 2005. Per gli orari consultare il sito Internet www.gamtorino.it.

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