Filmare la moglie con l’amante? E’ reato

Il marito, che in quel periodo si stava già separando dalla consorte, non perse l’occasione di inviare una bollente videocassetta ai famigliari di lei, preoccupandosi anche di raggiungerli telefonicamente per spiegare lo stato dei fatti. Ma riprendere con una telecamera la propria moglie, rendere pubblico il materiale girato e commentare senza tanti complimenti il modo in cui lei se la intendesse con altri uomini, è un’attività che non può che essere considerata diffamazione. E’ quanto ha deciso la Corte di Cassazione, che ha così confermato la condanna già inflitta all’uomo dalla Corte d’Appello di Bari nel 2004. La Corte ha infatti sostenuto che le immagini avevano svolto la funzione di convincere gli interlocutori sulla veridicità delle dichiarazioni, pesantemente offensive, rivolte all’indirizzo della propria moglie. Sarebbe stato proprio l’uso combinato del materiale video e della telefonata ha fugare ogni dubbio sull’intento di diffamare la moglie, offendendone la reputazione proprio con i suoi stessi parenti.

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