Finalmente i primi 65.000 esodati stanno per ricevere l’agognata pensione

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Gli esodati  hanno lasciato volontariamente l’impiego, in accordo con il datore di lavoro, quando si trovavano vicini all’età pensionabile, ma hanno avuto la sfortuna di capitare nel bel mezzo della riforma previdenziale voluta dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero, approvata  alla fine del 2011, che ha allungato i tempi per il conseguimento della pensione di 6-7 anni .

Gli esodati hanno ricevuto una piccola buonuscita dal datore di lavoro al momento di lasciare l’impiego, ma dopo più di un anno ancora non possono usufruire della pensione e si trovano sempre più in difficoltà economiche. Inoltre, in aggiunta a coloro che hanno accettato questo esodo volontario vanno considerati anche i lavoratori over 50 licenziati per i fallimenti o le cessazioni delle imprese. Queste persone si trovano in una sorta di limbo, espulsi dal mondo del lavoro ma non ancora tutelati dagli ammortizzatori sociali, per giunta in un periodo di crisi occupazionale.

In Italia è capitato spesso che il legislatore promettesse tutele ai cittadini senza avere le adeguate coperture finanziarie. L’organo preposto al controllo in materia di entrate e spese pubbliche è dal 1862 la Corte dei conti, la quale vigila sulle amministrazioni dello Stato anche riguardo al contenzioso pensionistico. La Corte dei conti può intervenire se le risorse pubbliche non sono impiegate in maniera ottimale, ma viene spesso ostacolata dal complicato iter burocratico.

Per quanto riguarda gli esodati,  la Corte dei conti si è potuta muovere solo dopo che le sue sezioni regionali hanno  ricevuto i ricorsi da parte dei lavoratori insoddisfatti, previa notifica all’amministrazione competente per lo specifico trattamento pensionistico.  Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, chiamato a salvaguardare gli esodati, ha chiesto alle imprese di comunicare gli elenchi dei lavoratori già licenziati o da licenziare nel 2013,  ha poi verificato che questi rapporti di lavoro siano stati risolti nel rispetto dei requisiti, e quindi ha trasmesso gli elenchi nominativi all’INPS.

Nel frattempo sono stati approvati tre decreti:

  • 65.000 esodati sono salvaguardati dal primo decreto
  • 55.000 esodati sono salvaguardati dal secondo decreto
  • 10.000 esodati  sono salvaguardati dal terzo decreto approvato pochi giorni fa

Considerando che gli esodati sono in totale circa 310.000, ne restano ancora 180.000 senza alcuna copertura. Soltanto i primi 65.000 stanno ricevendo dall’INPS  la comunicazione scritta che certifica il diritto alla salvaguardia, quindi presto potranno ricevere l’agognata pensione. Auspichiamo che il nuovo governo che si sta insediando in questi giorni finanzi con urgenza gli ammortizzatori a tutela di tutti gli esodati  che tanto hanno contribuito con il proprio lavoro alla crescita del nostro Paese.

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