Fino al 6 gennaio: Tiziano. L’ultimo atto.

Il grande Tiziano, il "divin pittore" colto negli ultimi, fondamentali anni della sua vita e della sua folgorante carriera, gli anni della resa dei conti con la vita, gli affetti e il fare artistico. "Tiziano. L’ultimo atto" riconduce lo spettatore negli ultimi venti anni di vita dell’artista, una fase cruciale del percorso esistenziale ed artistico di Tiziano. La mostra presenta – con numerose novità interpretative e gli esisti di importanti studi – l’ultima tormentata e favolosa stagione di Tiziano, esponendo a Palazzo Crepadona numerose opere che la rappresentano, ma anche dipinti di cronologia precedente e però trattenuti in casa dal Maestro per scelta ed effetto, e là rimasti alla sua morte, oppure necessari a far comprendere il formarsi dell’arte dell’ultimo periodo: quella pittura disgregata fatta di solo colore, quell’ "impressionismo magico" che coinvolge e scuote, quell’apparente non finito che è il segno del turbamento e del dubbio esistenziale di un’epoca.Ancora, un gruppo di disegni coerenti con quegli umori e, infine, le incisioni che, frattanto, Tiziano si preoccupava di far imprimere – controllandone l’esecuzione – a testimonianza della sua impareggiabile avventura artistica. Oltre un centinaio di opere – tra dipinti, disegni e incisioni – giungeranno dunque dai maggiori musei internazionali – Il Prado di Madrid, L’Ermitage di San Pietroburgo, il Fitzwilliam Museum di Cambridge, il Rijksmuseum di Amsterdam, lo Statens Museum fur Kunst di Copenhagen, il Louvre di Parigi, El Escorial di Madrid, il Brukenthal Museum di Sibiu, la National Gallery di Washington. "Tiziano. L’ultimo atto" è una mostra che ambisce ad essere spettacolare – anche grazie al genio architettonico di Mario Botta che inventa un padiglione di 12 metri di lato, nel cortile di Palazzo Crepadona, per ampliare lo spazio espositivo e creare nuove prospettive – e al tempo è occasione di studio e di ricerca: una mostra problematica e aperta al dibattito, capace di portare tanti nuovi elementi nella conoscenza dell’età tarda di Tiziano e di costituire un punto fermo dal quale partire per nuovi traguardi: l’ultimo atto.Non solo dunque una carellata di opere note e già discusse ma una mostra "laboratorio", autentico omaggio a un autore sempre nuovo. Accanto a circa venti dipinti ritenuti autografi del Maestro – tra i quali il famoso Cristo Portacroce e il Ritratto di Paolo III dall’Ermitage di San Pietroburgo, l’Orazione di Cristo nell’Orto dal Museo del Prado di Madrid, l’affascinante Perseo e Andromeda dal Musèe Ingres di Montauban o l’Ecce Homo dal Museo Brukenthal di Sibiu, si potranno ammirare e confrontare numerose, importanti opere riconducibili alla mano di Tiziano coadiuvato dagli allievi (Venere con cagnolino, un amorino e pernice dagli Uffizi). Eccezionale la sezione dei disegni del "grande vecchio", con lavori provenienti anche da Parigi, Cambridge, New York, Rennes – straordinari fogli da porre in connessione con dipinti esistenti o opere perdute o ancora concepiti per la produzione incisoria – e ricchissima quella delle stampe sia con esemplari del primo stato e con la firma del maestro, sia realizzate dai contemporanei su opere di Tiziano. Opere inedite oppure esposte per la prima volta in questa occasione, spesso di altissima qualità, arricchiranno la mostra insieme ad una serie di documenti relativi all’attività e ai movimenti di Tiziano ritenuti fino ad oggi perduti, assicurando al pubblico e agli studiosi – grazie anche ai restauri promossi o finanziati (tra questi l’intervento che ha restituito a nuova leggibilità l’intenso "Cristo flagellato" della Galleria Borghese o l"’Autoritratto" degli Uffizi) e grazie ad una campagna di indagini effettuate su oltre venti opere successive agli anni Cinquanta – ulteriori emozionanti "tasselli" nella definizione dell’ultimo Tiziano. Eccezionale poi la presenza a Belluno della "Mater dolorosa" – la cosiddetta Madonna Molloy – recentemente ricomparsa sul mercato e ora in collezione americana.

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