Firenze celebra Maria de’ Medici

La mostra, curata da Caterina Caneva e da Francesco Solinas con Paola Bassani Pacht, Thierry Crépin-Leblond e Nicolas Sainte Fare Garnot, ha allargato la collaborazione tra studiosi francesi e italiani, ampliando la sezione dedicata alle arti e alla cultura fiorentine per offrire una sorta di microcosmo tardo-cinquecentesco nel quale si compendia il meglio ed il tipico delle diverse produzioni artistiche.
La corte medicea degli ultimi decenni del Cinquecento viene illustrata nella prima sezione con diversi ritratti: primi fra tutti quelli importantissimi e in parte inediti della stessa Maria e dei suoi familiari. Tra questi le bellissime tele raffiguranti la giovane principessa come quella attribuita a Scipione Pulzone (Casa Vasari, Arezzo) o quella a figura intera di Santi di Tito (Galleria Palatina, Firenze). Segue una ricca selezione di opere e oggetti tra i più rappresentativi tra quelli che la giovane Maria poteva vedere prodotti ed esposti a Firenze, apprendendo contemporaneamente quanto le arti potessero essere di supporto alla politica. Una lezione che essa trapiantò in Francia fornendo un supporto fondamentale al consolidamento del potere di Enrico IV e preparando la successiva politica di Luigi XIII e del cardinale Richelieu. Tra le opere esposte piccoli preziosi dipinti (di Alessandro Allori, Jacopo Ligozzi, Cigoli, Empoli, Santi di Tito …) accostati ad oggetti raffinati usciti dalle botteghe granducali su disegno di Buontalenti, a bronzetti del Giambologna, a maioliche, cristalli, pietre dure oltre a mobili importanti come il Tavolo con i segni dello Zodiaco.
La seconda sezione è stata dedicata alle feste per le nozze fiorentine di Maria con particolare riguardo agli spettacoli e alle novità musicali che in quella occasione furono messe a punto, oltre che alla moda e al costume
dell’epoca. Sono presenti qui documenti autografi della stessa Maria, testi e libretti musicali con una mandola dei primi anni del Seicento, cronache
dell’epoca oltre a una ricca documentazione di tessuti dell’epoca. Le novità sono qui rappresentate da una grande tavola di Alessandro Allori restaurata per
l’occasione raffigurante le Nozze di Cana nella quale la vera protagonista è la stessa Maria in abiti nuziali e da una grande tela inedita da collezione privata di ambito rubensiano preparatoria per Lo sbarco di Maria a Marsiglia.
La sezione dedicata alla Francia illustra con dipinti di straordinaria qualità e importanza la produzione francese durante il regno e la reggenza della Medici e comprende le grandi commissioni ad artisti italiani. Sono presenti, provenienti dai più importanti musei francesi – primo fra tutti il Louvre – , opere di Philippe de Champaigne, Laurent de La Hyre, Horace Le Blanc, Nicolas Freminet, Claude Vignon … oltre a Frans Pourbus (la grande Annunciazione di Nancy e i ritratti dei sovrani) e a Simon
Vouet. Fra le commissioni italiane di Maria va ricordata la Felicità pubblica di Orazio Gentileschi e la serie di grandi tele commissionate intorno al 1625 a pittori fiorentini per il Gabinet Doré del Palazzo del Lussemburgo che ritornano per la prima volta a Firenze. Completano la documentazione sulle arti francesi una ricca selezione di oggetti preziosi e medaglie e, particolarmente significativa, una scelta di libri appartenuti o dedicati alla regina che possedeva una fornitissima biblioteca.
L’ultima parte della mostra illustra con sontuosi ritratti di corte (per mano di Frans Pourbus, Anton van Dyck, Bartolomé Gonzales) la famiglia di Maria e le sue diramazioni in Europa. Ella riuscì infatti ad assicurare un trono a quattro dei suoi figli: oltre a Luigi XIII, infatti, Enrichetta divenne regina
d’Inghilterra, Elisabetta salì sul trono di Spagna, mentre Cristina sposò Vittorio Amedeo I principe ereditario di Savoia.
Altri legami importanti, anche di tipo artistico, Maria li coltivò anche con la corte di Mantova dominata dalla statura intellettuale di sua sorella Eleonora, moglie di Vincenzo Gonzaga.

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