Firenze: Fattori e il Naturalismo in Toscana

Stiamo parlando dei protagonisti di una stagione pittorica bella e fuggitiva, in cui l’idealismo risorgimentale finì per affliggersi nelle delusioni post-unitarie e l’idea di un progresso incombente si venò rapidamente di sottili nostalgie: dai vari Cannicci e Cecconi, Ferroni e Micheli, i fratelli Gioli e i cugini Tommasi, Sorbi e Panerai, ovvero quei più giovani pittori toscani di cui Fattori fu maestro (alcuni) e amicissimo (tutti).Curata da Francesca Dini, la mostra "Fattori e il Naturalismo in Toscana" presenta undici opere dello stesso Fattori, sei di Francesco Gioli, tre del fratello Luigi (pittore di cavalli all’epoca famoso in tutta Europa) e di Panerai, due ciascuno per Cannicci, Cecconi, Ferroni, altrettanti quelli di Angiolo e Adolfo Tommasi, uno di Micheli e Sorbi. Cinque sono invece le sezioni: Pittura dei campi, Naturalismo "cortese", La Maremma, La veduta urbana e Un grande pittore di tutta la natura, quest’ultima riservata alle tele di Fattori.

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