Firenze: i ritratti di Fattori a Palazzo Pitti

Obiettivo della mostra è quello di alzare il sipario su uno degli aspetti meno noti della complessa personalità dell’artista toscano, quello di grande ritrattista, di abile comunicatore di se stesso e della società del proprio tempo: una mostra dal taglio decisamente inedito che, esulando per una volta dallo stereotipo del pittore interprete di soggetti militari e di battaglie, trova la sua cifra distintiva e caratterizzante nello svelarne il lato, per certi versi, più meditato e "aristocratico", il meno divulgato, ma certamente uno tra i più convincenti e a lui più cari.Oltre 60 i ritratti esposti che restituiscono un affresco affascinante e intrigante per conoscere, capire e interpretare la società toscana dell’epoca. Di primaria importanza è il nucleo della mostra, dove troviamo alcune delle icone della ritrattistica di tutti i tempi: La cugina Argia, I fidanzati, Ritratto della prima moglie, Testo di buttero, Il bersagliere, Signore in giardino e il celebre Autoritratto del 1894.Il percorso espositivo è articolato in sette sezioni che seguono la figura dell’artista dalla fase accademica e dai postulati di Giuseppe Bezzuoli al serrato e paritetico confronto con Giovanni Boldini negli anni Sessanta, per arrivare, con la produzione degli anni Ottanta, agli albori del Novecento, quando al senso dei valori plastico-formali si aggiunge una spiccata soggettività interpretativa.

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