Firenze: Madonna del Cardellino restaurata

Le sue vicende sono narrate da Giorgio Vasari che ci racconta come "capitò poi male quest’opera l’anno 1548 a dì 17 novembre, quando la casa di Lorenzo, insieme con quelle ornatissime e belle degli eredi di Marco del Nero, per uno smottamento del monte di San Giorgio, rovinarono insieme con altre case vicine: nondimeno ritrovati i pezzi di essa fra i calcinacci della rovina, furono da Battista figliuolo d’esso Lorenzo, amorevolissimo dell’arte, fatti rimettere insieme in quel miglior modo che si potette".Pervenuta alle collezioni medicee, la tavola subì una infinita serie di restauri basati tutti sulla sovrapposizione di vernici, patine, ridipinture per nascondere il danno ed evitare che la sua reale frammentarietà danneggiasse la fruizione estetica dei suoi valori espressivi. Il risultato fu che l’opera presentava ampi rifacimenti ed una notevole alterazione degli strati superficiali che nascondevano la pittura di Raffaello sotto uno spesso strato di materiali sovrapposti.Con l’ultimo restauro è stato finalmente possibile scoprire e presentare in buone condizioni di conservazione la tavola di Raffaello che appare perfettamente integrata alle altre opere prodotte nella sua giovanile attività fiorentina. Al di là delle retoriche ed erronee presentazioni del restauro come recupero dell"’antico splendore", è finalmente possibile, nonostante le alterazioni prodotte dal tempo e dai danni subiti, far apprezzare in modo corretto agli esperti e al grande pubblico la straordinaria bellezza del dipinto che, in mostra, è affiancato da poche ma eloquenti opere coeve, capaci di farci comprendere, anche in maniera succinta, la stagione artistica che la vide nascere e poco dopo – a seguito a un trauma drammatico – risorgere.

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