Formaldeide in cartone e carta per alimenti

L’annuncio di Legambiente arriva a seguito di un’indagine condotta dal professor Marco Baldi, del Dipartimento di Chimica dell’Università di Pavia in collaborazione con il Laboratorio Analytica, per conto dell’associazione ambientalista e del Gruppo dei Verdi in Regione Lombardia. "La formaldeide – evidenzia Legambiente – è un composto riconosciuto certamente cancerogeno per l’uomo dallo Iarc, l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro". I risultati delle analisi, effettuati su 31 campioni prelevati nei supermercati, hanno rivelato "una allarmante quantità di formaldeide, pericolosa per inalazione e ingestione, e quantità molto più contenute di fenoli, sostanza comunque non cancerogena". Sempre Legambiente ha poi sottolineato che le analisi effettuate sugli imballaggi di cartone sono state svolta a seguito di una lettera di Conapi (Consorzio dei riciclatori), inviata a Carlo Monguzzi, Capogruppo dei Verdi in Regione Lombardia e ad Andrea Poggio, Vice Direttore Generale di Legambiente."Nella lettera – illustra Legambiente – i riciclatori spiegavano come in seguito a una serie di sequestri di partite di carta da macero da parte del Noe dei Carabinieri, le successive analisi avessero accertato la presenza di formaldeide e fenoli, che in base alla normativa sui rifiuti dovrebbero essere invece assenti. Le sostanze, sostiene Conapi nella lettera, sono presenti a monte, probabilmente nella filiera produttiva degli imballaggi in cartone e cartoncino. Non è quindi responsabilità della filiera del riciclo".Il capogruppo dei Verdi in Regione Lombardia Carlo Monguzzi ha scritto al ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, chiedendo di individuare di concerto con il ministero della Salute, più efficaci limiti di esposizione a sostanze come la formaldeide per i lavoratori e per i cittadini, nonché di garantire la non interruzione della filiera della raccolta e del riciclo di carta e cartone. Andrea Poggio, vice direttore di Legambiente, ha scritto invece ad Assocarta, Federalimentare, Federlegno e Fieg, tutte associazioni che raggruppano le aziende dei settori coinvolti, chiedendo che promuovano immediatamente l’individuazione di additivi e collanti alternativi alla formaldeide.

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