Fulmini: rischi e regole di comportamento

Già dal 1994, il CESI utilizza infatti una rete di sensori di fulmine, denominato SIRF (Sistema Italiano Rilevamento Fulmini). Si tratta di una rete a livello nazionale, unica nel Paese, per la rilevazione in tempo reale e per la localizzazione spaziale delle scariche di fulmine sviluppatesi tra nubi e suolo. Negli ultimi anni, inoltre, è nato il sito internet fulmini.it, uno spazio web dedicato ai dati raccolti dal CESI, compresa una mappa dei fulmini aggiornata ogni 60 minuti, in grado di visualizzare la situazione temporalesca dell’ora precedente. Sul sito viene inoltre fornito un completo ventaglio di informazioni relative ai fulmini, alla loro formazione, alle tecnologie di rilevazione e ai possibili danni che possono provocare alle cose e alle persone. E’ possibile scoprire, ad esempio, che queste scariche elettriche transitorie con alta intensità di corrente si formano quando in una regione dell’atmosfera si raggiunge una differenza di potenziale sufficiente perché il campo elettrico associato possa causare la rottura del dielettrico (aria). Curioso apprendere come i fulmini si possano formare non solo durante i temporali, che comunque rappresentano la situazione più propizia, ma anche durante le tempeste di sabbia, le bufere di neve o le nuvole di polvere vulcanica. In alcuni casi si è addirittura assistito alla produzione di fulmini con cielo sereno, o con cielo coperto ma senza alcuna precipitazione in atto. Sempre su fulmini.it, è inoltre disponibile un’interessante raccolta di regole di comportamento da tenere bene a mente in caso di temporale. Ad esempio, va sempre ricordato che gli oggetti più alti presenti nella zona in cui ci si trova, come alberi, torri o tralicci, hanno una maggior probabilità di essere colpiti dai fulmini. Altrettanto importante è sapere che la corrente di un fulmine, dopo aver colpito un oggetto, si disperde nel terreno e che è quindi pericoloso trovarsi a contatto con il suolo nelle vicinanze del "bersaglio". All’interno delle mura domestiche non bisogna dimenticare che la scarica elettrica può percorrere, a partire dall’antenna televisiva, cavi elettrici o strutture metalliche. Diverso il discorso per le automobili, che invece offrono un riparo sicuro dai fulmini grazie ad una sorta di gabbia creata dalla carrozzeria metallica.

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