Fumo vietato anche nei condomini

La comunicazione del Ministero arriva in risposta alla lettera inviata all’Anaci (Associazione nazionale degli amministratori condominiali e immobiliari) per chiarire i termini della nuova legge, entrata in vigore lo scorso 10 gennaio. L’estensione della legge a spazi che non possono essere equiparati ad un’abitazione privata rappresenta però, per la stessa Anaci, una risposta non soddisfacente e appellabile dal punto di vista giuridico, tanto che sarà presto chiesto un emendamento. Il Ministero ha così motivato l’estensione del divieto: “(anche queste parti del condominio) rappresentano luoghi frequentati dai condomini e da altri soggetti nello svolgimento della propria attività lavorativa (come, ad esempio, agli addetti alle pulizie, alla manutenzione degli ascensori o caldaie, agli addetti alle poste) ai quali deve essere estesa la tutela prevista dalla legge”. Da parte sua l’Anaci ha fatto sapere che è proprio il Codice Civile a regolare gli spazi comuni dei condomini come luoghi privati e “non aperti al pubblico o ad utenti”. Sempre secondo l’Associazione nazionale degli amministratori condominiali e immobiliari poi, gli accessi sarebbero chiusi con un portone o gestiti con la presenza di un portiere, tanto che sino ad oggi non si è ritenuto obbligatorio uniformare al divieto anche questi spazi comuni, considerata la diversità giuridica che li distingue dai luoghi pubblici. Il dibattito potrebbe proseguire ancora per molto tempo.

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