G8 L’Aquila: Jovanotti scrive a Berlusconi

La lettera sarà pubblicata integralmente sulle pagine del nuovo numero di "Vanity Fair", in edicola da mercoledì primo luglio. "Presidente Berlusconi – inizia Lorenzo Jovanotti -, sono un cantante, l’ultima persona al mondo autorizzata a parlare di povertà estrema. Sono un privilegiato, un po’ viziato, e tendo all’egocentrismo, ma da anni sostengo le iniziative per conseguire gli ‘obiettivi del millennio’. Oggi approfitto dell’ospitalità di Vanity Fair per scriverle questa lettera, a nome di quelli che difendono quegli obiettivi e hanno argomenti molto seri e credibili per farlo. Loro ci mettono il lavoro, io la visibilità"."Si avvicina il G8 – spiega l’artista – e l’Italia è di nuovo il Paese ospite, dopo esserlo stato nel 2001 a Genova. In quell’occasione lei fu promotore del Fondo globale per la lotta all’Aids, tubercolosi e malaria. Le sue iniziative influenzarono gli altri grandi. Grazie a quelle decisioni, oggi ci sono migliaia di bambini in più nelle scuole africane, e quei bambini saranno i giovani che guideranno lo sviluppo dei loro Paesi. L’Italia si distinse davvero, ancora una volta: come solo noi sappiamo fare, ci dimostrammo generosi e attenti alle emergenze del prossimo. Poi però le cose sono cambiate; gli impegni presi, e mantenuti per un paio d’anni, sono stati disattesi. Si potrebbe dire ‘Peccato!’ e chiuderla lì, ma non rispettare un impegno di questo tipo non è come smettere di pagare la rata di un televisore: perché muore molta gente la cui vita dipende proprio da quella promessa di denaro".La lettera di Jovanotti prosegue poi sulla falsariga, sottolineando la necessità di un rinnovato impegno da parte dell’Italia e degli altri grandi del G8 affinché quanto fatto fino ad oggi non rimanga una goccia nell’oceano. "Qualche anno fa – scrive Lorenzo Jovanotti sul finire della lettera – lei creò un partito che, con un’intuizione delle sue, chiamò Forza Italia. Con quel nome ha sbaragliato il campo della politica e coinvolto milioni di italiani. Ora potrebbe allargare l’inquadratura e proporre la nascita di ‘Forza Mondo’. Sarebbe una grande idea, l’annuncio di un nuovo miracolo. Servirebbe a salvare vite umane e a restituire dignità al ruolo della politica, che è anche quello di evitare che bambini possano morire per malattie facilmente curabili".Come detto, la versione integrale della lettera sarà pubblicata sul numero di "Vanity Fair" in edicola da mercoledì primo luglio.

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