Galleria Borghese: Correggio e l’antico

Artista di altissimo livello, apprezzato dai suoi contemporanei e nelle epoche a seguire, per fama il Correggio non ha però mai raggiunto altri grandi protagonisti dell’arte, almeno a livello internazionale. La sua colpa, se così la possiamo definire, è quella di non aver mai lavorato a Roma in quello che nel Cinquecento era il più grande palcoscenico artistico del mondo.
Curata da Anna Coliva, l’esposizione "Correggio e l’antico" ha così lo scopo di mostrare il cambiamento subito dalla visione dello spazio e delle forme di Correggio in seguito al suo contatto con Roma. Una presenza non documentata, ma che appare evidente dall’influsso subito dalla sua arte.Saranno 25 i capolavori di Correggio esposti a Roma con alcune novità assolute: per la prima volta si potrà vedere insieme tutto il Correggio mitologico. Come la serie degli Amori di Giove, raffigurante quattro scene amorose tratte dalle Metamorfosi di Ovidio, commissionata al Correggio dal duca di Mantova Federico Gonzaga: le tele, originariamente concepite come un insieme, furono disperse dopo la donazione all’imperatore di Spagna Carlo V. Oltre alla Danae della Galleria, arriveranno la Leda proveniente dalla Gemäldegalerie di Berlino, Io e Ganimede dalla Kunsthistorisches di Vienna. Accanto alla serie degli Amori, altre opere dallo straordinario contenuto, Educazione di Amore dalla National Gallery di Londra e Venere e Cupido con un Satiro dal Louvre. Maggiori informazioni sulla mostra sono disponibili sul sito ufficiale Correggioelantico.it.

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