Gasparri: il punto sul digitale terrestre

Il Ministro ha poi sottolineato che la Commissione europea sta incitando proprio in questi giorni tutti i paesi europei ad investire sulla televisione digitale terrestre, "con l’Italia non c’e’ bisogno di farlo perchè il nostro Paese è già all’avanguardia in questo settore" ha concluso Gasparri durante il convegno di Santa Margherita di Pula, in Sardegna. "Lavoriamo per mantenere la scadenza indicata per il passaggio alla televisione digitale terrestre" nel dicembre del 2006. Per il Ministro delle Comunicazioni il termine per lo “switch off” dall’analogico al digitale non deve essere ritardato, anche perchè, osserva al termine della prima conferenza nazionale sulla televisione digitale “c’e’ una copertura ampia della popolazione, ci sono già due milioni di decoder, c’è una industria italiana ed estera al lavoro”. E ancora “si comincia a discutere della possibilità di erogare servizi ai cittadini proprio attraverso questo sistema”. Gasparri quindi “conferma” i tempi indicati da una legge che, ricorda, è frutto di una scelta fatta già nel 2001 dal governo di Centrosinistra e che è stata ribadita dall’attuale esecutivo “avviando le trasmissioni”. Senza contare che, osserva il ministro, la Commissione europea conferma queste scelte con grande convinzione, tanto che ci sarà anche una ulteriore esortazione in questa direzione", che sarà contenuta in un documento annunciato per la primavera. Nel documento in cui la Commissione europea si accinge a ribadire l’opportunità del passaggio dal segnale televisivo analogico a quello digitale “ben vengano, se ci saranno, spazi ulteriori -dice Gasparri- per armonizzare tempi e scadenze”. Anche perchè una posizione di questo tipo potrebbe indurre l’industria a muoversi più rapidamente, ad esempio, nella predisposizione di apparecchi televisivi con il digitale integrato. L’Italia a questo punto “è diventato un paese di riferimento: quindi -prosegue il ministro- non allentiamo ne l’attenzione, ne l’impegno in questa direzione. Anzi cerchiamo di anticipare già nel corso del 2006 questo passaggio al digitale in alcune regioni, come hanno fatto in altre parti d’Europa”.

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