Gastone Novelli in mostra a Milano

Per quel che riguarda la prima sezione, questa documenta la maturità dell’artista, attraverso le sue opere di grandi e grandissime dimensioni, da "Rosso fiore della Cina" (1967), di oltre cinque metri, a "Cancello per sempre la parola" (1968) di 350×200 cm. In particolare vi si ricostruisce la sala alla Biennale di Venezia del 1968, occasione in cui assai probabilmente Novelli avrebbe ottenuto uno dei premi maggiori, che venne chiusa al pubblico per il clima di tensione creatosi a causa degli scontri tra contestazione e polizia. La seconda sezione ripercorre, invece, analiticamente le vicende espressive di Novelli dalla prima maturità (1957) alla fine, attraverso un’accurata scelta di dipinti e opere su carta. nella terza e ultima area tematica del percorso, si incontrano gli sconfinamenti di Novelli in aree espressive contigue alla pittura, a cominciare dall’invenzione editoriale, che lo vide illustrare testi di autori come Pierre Klossowski, Samuel Beckett, Giorgio Manganelli, Alfredo Giuliani e avviare collaborazioni fondamentali con scrittori come Claude Simon, al quale lo lega una lunga amicizia, sfociata nella scelta di Simon di farne uno dei protagonisti del celebre romanzo "Le jardin des plantes". La mostra presenterà le tavole originali e le edizioni di pressoché tutte le pubblicazioni. La mostra, a cura di Flaminio Gualdoni e Walter Guadagnini, è realizzata dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro e segue la grande rassegna dedicata alla "Scultura italiana del XX secolo".

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