Gentiloni: da rivedere legge sull’editoria online

Con queste parole, il Ministro delle Comunicazioni dichiara quindi fondato l’allarme lanciato da Beppe Grillo riguardo l’articolo 7 del disegno di legge sull’editoria che prevede l’iscrizione obbligatoria al Roc (Registro degli operatori di comunicazione) anche per soggetti che svolgono attività editoriale su internet. Una condizione che potrebbe portare alla chiusura del 99% dei siti, ha affermato Grillo, voluta quindi "per tappare la bocca a Internet". Ma è lo stesso Gentiloni a smorzare la polemica e ad aprire ad una soluzione che non porti ad una rottura con il mondo Internet.Gentiloni dice: "Naturalmente, mi prendo la mia parte di responsabilità – come ha fatto anche il collega Di Pietro nel suo blog- per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri. Pensavo che la nuova legge sull’editoria confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono sì una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate giornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avere accesso ai contributi della legge sull’editoria. Va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog". "Il testo, invece, è troppo vago sul punto – sottolinea il Ministro – e autorizza interpretazioni estensive che alla fine potrebbero limitare l’attività di molti siti e blog. Meglio, molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo punto hanno funzionato". Per siti e blog che fanno informazione il pericolo sembra dunque scampato.

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