GF 10: critiche per Maicol e Gabriele

"Siamo convinti che la tv debba rappresentare tutte le realtà e storie anche diverse e a tinte forti, e che nessuno debba essere tagliato fuori dai programmi televisivi – spiega Carlo Rienzi, Presidente Codacons – ma siamo assolutamente contrari alla spettacolarizzazione e strumentalizzazione di drammi personali che hanno segnato la vita delle persone. Va benissimo la presenza di un trans in tv, ma non crediamo che il palcoscenico del Grande Fratello sia adatto a raccontare e spiegare una storia così forte come quella del concorrente entrato ieri (lunedì 2 novembre, ndr)"."La verità – prosegue Rienzi – è che gli autori del Grande Fratello nel corso degli anni hanno cercato di portare nella casa personaggi e situazioni sempre più al limite, allo scopo di mantenere alto l’audience di un format che, alla lunga, è diventato monotono e ripetitivo, e che senza storie forti non potrebbe garantire ascolti soddisfacenti. Così facendo però – prosegue Rienzi – si rischia di strumentalizzare drammi o storie personali che andrebbero si raccontate in tv, ma in contesti ben diversi dagli eccessi forzati del Grande Fratello".Critiche, seppur differenti, arrivano anche dal noto portale Gay.it, dove il direttore Alessio De Giorgi affida ad un articolo la propria delusione per il fatto che il concorrente Maicol "rappresenta solo uno dei sei colori della bandiera arcobaleno, simbolo universale del movimento lgbt (lesbico, gay, bisex, transgender)", così come il transessuale Gabriele o prima ancora la lesbica Siria e la transessuale Silvia."Maicol – si legge nella lettera – ha un’ identità sessuale in contrasto col sesso di appartenenza: che poi sia un contrasto risolto tramite un percorso e una o più operazioni chirurgiche, più o meno pesanti, più o meno invasive, o non risolto ma vissuto nella quotidianità, come capita felicemente a molti, poco importa". E’ stato lo stesso ragazzo a confessarlo agli altri concorrenti con affermazioni che – afferma De Giorgi -, "non sentirete mai pronunciare da un omosessuale"."Insomma, a dieci anni dalla vostra prima edizione – dice il direttore del portale gay -, non siete riusciti a mettere dentro un omosessuale come ce ne sono tanti: belli o brutti, un po’ effeminati o maschilismi, glabri o pelosi, cresciuti con le automobiline o giocando coi ferri da calza della mamma, giocatori di pallavolo o di rugby, parrucchieri o operai stradali, ma omosessuali dichiarati, che vivono la loro vita alla luce del sole. Insomma, l’omosessuale della porta accanto".

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