Ghost town: 1.650 comuni a rischio estinzione

In assenza di interventi, ad oggi sono ben 1.650 i comuni destinati a diventare vere e proprie "ghost town". Un fenomeno che da territori marginali o marginalizzati comincia a interessare aree di più ampie dimensioni mettendo a rischio non solo i piccoli comuni, ma anche oltre la metà di quelli con meno di 10.000 abitanti. È quanto emerge dal rapporto di Confcommercio-Legambiente sull’Italia del disagio insediativo "1996/2016 – Eccellenze e ghost town nell’Italia dei piccoli comuni" realizzato in collaborazione con Serico-Gruppo Cresme

Ma – secondo il Rapporto – c’è anche un’Italia in cui la quasi totale assenza di disagio di alcune aree e il miglioramento delle condizioni in alcune altre (tutto l’asse della pianura padana e in particolare la grande conurbazione nord-lombarda, il Nord-Est e le regioni del Centro – Toscana, Umbria e Marche) si deve a un modello di sviluppo capace di creare una condivisione, una capacità di internalizzazione delle potenzialità locali che è diventato il vero punto di forza dello sviluppo economico e insediativo locale.

In sostanza, 2.048 Comuni dove il territorio è riuscito a proporre, a produrre, a mettere in atto, sinergie locali costruendo sistemi-rete, decentramenti produttivi, attrattività insediativa, diffusione turistica. È questa, dunque, l’Italia delle "eccellenze", quella, ad esempio, del 22% delle denominazioni certificate (prodotti agroalimentari Dop e Igt) con 119.202 aziende che la colloca prima in Europa e davanti anche alla Francia.

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