Gianfranco Zola lascia il calcio

Si tratta comunque di una decisione meditata, arrivata nel corso di una conferenza stampa indetta dallo stesso giocatore nel centro sportivo di Assemini, Cagliari. Così Gianfranco Zola ha dichiarato la sua volontà di appendere gli scarpini al chiodo: “E’ passato un po’ di tempo dalla fine del campionato, ma avevo bisogno di un momento di riflessione. Non è stata una decisione semplice, ma sentivo l’esigenza sempre più forte di dedicarmi a quelle cose che ho trascurato in tutti questi anni”. Appare chiaro il riferimento alla famiglia, alla moglie e soprattutto ai figli, con i quali Gianfranco era tornato in Italia da due stagioni, dopo i sette anni trascorsi in Inghilterra con la maglia dei “Blues” del Chelsea. Con questo ritiro, Zola mette così fine ad una carriera iniziata a livello professionistico circa 20 anni fa. Correva infatti la stagione 1984-85 quando Zola faceva il suo debutto con la squadra della Nuorese. Dopo due anni di permanenza a Nuoro, Gianfranco passa poi alla Torres, dove rimane per tre stagioni aggiudicandosi il campionato di C2 nel 1987. Nel 1989 c’è poi il passaggio nel “calcio che conta”, la Serie A con il Napoli. Il piccolo Zola, appena 168 cm, si trova così catapultato in una dimensione per lui tutta nuova. Gianfranco è niente di meno che la riserva di Diego Armando Maradona, quello che per lui diverrà una sorta di “padre calcistico”. Dallo stesso Mardaona riceve poi in eredità la prestigiosa maglia numero 10 del club partenopeo, che onorerà fino alla stagione 1993-94, quando viene ingaggiato dal Parma. Nel club ducale, allora ricco di campioni, Zola si rivela il vero trascinatore, almeno sino al divorzio del novembre del 1996, quando dissapori con l’allora tecnico Carlo Ancelotti lo portano a firmare per la squadra londinese del Chelsea. Scelta professionale e di vita azzardata? Niente affatto! Gianfranco Zola conferma tutte le sue doti di calciatore e di uomo anche oltremanica. Conquistati i tifosi, Gianfranco diventa l’idolo indiscusso di Stanford Bridge ( lo stadio del Chelsea), tanto che tifosi e stampa stravedono per lui. Uomo simbolo della società londinese e vera icona del calcio tutto tecnica e allenamento, Zola diventa l’uomo faro del Chelsea, almeno fino all’arrivo dell’attuale presidente Roman Abramovich che decide di rifondare la squadra con l’innesto di nuovi campioni. Giunto a 36 anni e nonostante le offerte di rinnovo del Chelsea, Zola decide allora di fare le valige e tornare in Italia per chiudere la carriera nella squadra della sua terra. Ma gli inglesi non lo hanno ancora dimenticato, tanto che l’amore dei tifosi del Chelsea si trasforma in una prestigiosa onorificenza nazionale. A Roma, nello splendido scenario di Villa Wolkonsky, tra quadri di Raffaello e Annigoni, Gianfranco Zola riceve così il titolo di Membro Onorario dell’Ordine dell’Impero Britannico. Il riconoscimento più importante che il Regno Unito assegna ai cittadini stranieri che si sono distinti per meriti particolari. Questo sino ad arrivare ai giorni nostri quando, riportato il Cagliari in Serie A e dopo una stagione tranquilla nella massima serie, il campione di Oliena ha detto basta. Da oggi il campione si potrà ammirare solo fuori dal campo… dove si distingue sempre per doti di classe fuori dal comune.

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