Giorgia è felice: la storia con Emanuel, il figlio Samuel e Fiorello

La cantante Giorgia sulal copertina di Vanity Fair

Intervistata da Vanity Fair, per il numero in edicola da oggi, la cantante romana comincia proprio dalla partecipazione di successo alla prima puntata de “Il più grande spettacolo dopo il weekend” e alle successive collaborazioni con lo show di Fiorello, per affrontare poi argomenti più delicati. In mezzo c’è anche il duetto con Eros Ramazzotti nella canzone “Inevitabile”, una canzone sull’ineluttabilità dell’amore.

A proposito di questioni amorose, Giorgia è oggi legata al ballerino e cantante Emanuel Lo, di otto anni più giovane di lei e con il quale ha dato alla luce il piccolo Samuel, nato il 18 febbraio 2010. “Lavoravamo insieme per un tour, lui aveva cominciato a corteggiarmi e io ero tutta sulla difensiva – racconta Giorgia -. Pensavo: figurati se posso fidarmi di lui… Non capivo che cosa c’entravo io con un fico così… Chissà che mazzata poi m’aspetta – pensavo – se mi metto con uno come lui: giovane, vitale”. Poi? “Poi la vita per fortuna a un certo punto non mi ha più permesso di pensare – prosegue la cantante e mamma -. Abbiamo cominciato a baciarci una sera, in macchina e, appunto, Emanuel mi ha chiesto se ero felice”.

La bella storia con Emanuel Lo arriva, infatti, dopo il triste epilogo della relazione con il collega Alex Baroni, morto in un incidente nel 2002. “Ero sempre stata così ansiosa di farmi voler bene, e così convinta di non meritarmelo, che vivevo come nell’attesa costante che qualcosa di tremendo potesse succedermi – racconta una Giorgia ancora provata dalla vicenda -. La morte di Alex, dentro di me, io ce l’avrò per sempre… Piangevo perché avrei voluto morire anch’io, con lui… Poi, qualcosa dentro di me ha deciso di resistere, sopravvivere”.

Tornando alla domanda di Emanuel, sulla sua felicità, lei come rispose? “Indignata. Felice? Certo che no. Come si fa a essere felici? L’ho detto con quel tono da donna navigata che si rivolge a un ragazzino ingenuo… E invece lui capiva tutto, molto meglio di me. È rimasto fermo, come una colonna, di fronte a tutti i miei tentativi di boicottare il nostro amore. Siamo arrivati anche a lasciarci per un anno. Ma lui era ancora lì. E ha persino ottenuto che un giorno, a quella domanda, gli rispondessi sì, sono felice”.

Quando? “La prima volta che ho tenuto nostro figlio in braccio… Per anni diventare madre è stata una specie di ossessione: e lì è davvero l’uomo che fa la differenza. Ho avuto due aborti spontanei, rischiavo di ricadere dentro a un meccanismo malato di autocompiacimento della sofferenza. Ma Emanuel anche in quell’occasione non si è lasciato abbattere e quando abbiamo smesso di pensarci sono rimasta incinta… Samuel mi ha costretta a venire a patti con la mia angoscia, con la paura delirante che tutto possa andare a rotoli da un istante all’altro. Non sono ancora riuscita a eliminarla: ma la tengo a bada”.

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