Giorgia Wurth: una rosa di Eva… in pantofole

L'attrice Giorgia Wurth

Nemmeno l’avvicinarsi dell’estate, con il tradizionale calo degli ascolti, riesce a scalfire il successo della fiction Le tre rose di Eva. Lo testimoniano i risultati ottenuti dall’esordio ad oggi, con ascolti mai sotto i 5 milioni di telespettatori ed uno share che è progressivamente salito dal 19,69% dell’esordio, datato 4 aprile, al 21,67% del decimo e terzultimo episodio della prima stagione, andato in onda mercoledì 6 giugno. Mancano solo due puntate alla fine, quelle del 13 e del 20 giugno, ma per “Le tre rose di Eva” si può già affermare che si è trattata di una stagione esaltante.

Lo sanno bene le sue tre protagoniste: Anna Safroncik, Giorgia Wurth e Karin Proia. Certezze e speranze del cinema italiano, ma non vincenti in tutto e per tutto, come testimonia Giorgia Wurth in un’intervista rilasciata in questi giorni a Max. Dal successo nella fiction “Le tre rose di Eva”, a ruoli sempre più importanti sul grande schermo, fino alla passerella come madrina del Giro d’Italia: cosa dovrebbe volere di più questa bellissima e talentuosa attrice? Trentatre anni compiuti appena due giorni fa, il 5 giugno, l’attrice e conduttrice lanciata da Disney Channel confessa di non essere una vincente: “Adoro i gregari, nella vita la maggior parte di noi lo è. Io sono l’eterna seconda: ai provini, come nel cuore degli uomini. Nei film sono sempre l’altra: l’amante, la prostituta… A questo punto meglio arrivare terza!”.

Già, perché Giorgia Wurth non accetta le vie di mezzo, nemmeno quando si parla di politica: “Per un periodo ho pensato di mettermi in politica. Ma era prima che saltassero fuori tutte quelle candidate di Silvio: le ho viste e ho lasciato perdere, rischiavo di finire nel calderone. Mi piace Di Pietro, ci andrei a cena. Adesso sono una fan di Monti”.

Pronta a dire la sua in ambito politico, Giorgia Wurth confessa invece di avere un atteggiamento opposto sul set, dove a si lascia guidare dal regista senza troppi problemi. “Sul set sono nelle mani del regista. E mi è utile: se non avessi qualcuno a darmi i tempi, nella vita non combinerei niente. Però ogni tanto mi piace essere libera, e allora scrivo – spiega l’attrice varezzina -. Dopo Tutta da rifare sto scrivendo un nuovo libro, che parla di sesso e handicap: un bel tabù, e io adoro i tabù. In Italia parlare di assistenza sessuale ai disabili è impossibile. Ma la sessualità è un diritto, un’esigenza, come la fame e la sete!”.

Nessun tabù sull’argomento sesso, quindi, ma in quanto a matrimonio? “Sono pronta a fare il focolare – spiega Giorgia Wurth -. Mi sposerò, ma dopo i 50 anni. Non vorrei divorziare. La monogamia è socialmente comoda, ma per natura siamo poligami… sono una traditrice. Una volta a Las Vegas mi sono sposata con un sosia di Bob Dylan… quello si, lo rifarei ancora”. Giorgia adora la libertà, eppure non vivrebbe senza… pantofole: “ne ho un armadio pieno e ho la fobia che finiscano. Le devono indossare tutti i miei ospiti, anche l’idraulico”.

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