Giorni contati per la carie

La scoperta è da attribuire a Martin Taubman e Daniel Smith ed alla loro équipe di collaboratori del di Boston, e potrebbe rappresentare la soluzione definitiva del problema per bambini di età compresa tra i 18 mesi e i tre anni. Il vaccino impedirebbe la colonizzazione dei batteri nella bocca, neutralizzando l’enzima che permette loro di attaccarsi ai denti. Lo Streptococcus mutans, infatti, produce sostanze che favoriscono la sua adesione ai denti ed una volta eliminato, i batteri potrebbero essere facilmente rimossi lavando i denti con un normale spazzolino. Altre novità, arrivano ancora dal Forsyth institute, presso i cui laboratori è stato realizzato uno strumento in grado di produrre un fascio luminoso blu che elimina selettivamente i batteri che popolano la bocca. Lo studio, pubblicato sul
Journal of Antimicrobial Agents and Chemotherapy dal ricercatore Nikos Soukos, direttore del laboratorio di Photomedicina dell’Istituto Forsyth, prova che la luce nella regione blu dello spettro visibile elimina i batteri responsabili delle malattie gengivali, venendo assorbita da specifiche sostanze chimiche proprie degli agenti patogeni, con l’effeto di sradicarne un’alta percentuale. Alcuni test con la luce blu sono stati condotti su culture dei cosiddetti “batteri nero-pigmentati” (BPB) oltre che su campioni di placca di pazienti affetti da gengiviti croniche. Tali batteri accumulano il pigmento nero che è costituito pricipalmente dai residui organici denominati porfirine. Alcune porfirine sono fotosensibili e, una volta attivate chimicamente dalla luce blu, inducono una reazione fotodinamica che uccide il microrganismo in pochi secondi. Pare che le porfirine assorbano più prontamente la luce blu piuttosto che quella rossa o verde. Lo staff ha impiegato, per la sperimentazione, una lampada alogena di quelle comunemente usate dai dentisti che produce una luce a banda larga formata principalmente dall’azzurro e da una piccola percentuale di luce verde (lunghezze d’onda variabili 380 a 520 nanometri). L’esito positivo della sperimentazione potrebbe aprire la strada alla diffusione ampia di questi trattamenti veloci, non invasivi e non tossici. Per questo è in fase di sviluppo presso i laboratori del
Forsyth Institute, un apparecchio di ridotte dimensioni, che potrebbe essere facilmente usato dai consumatori a casa propria.

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