Giovani e fumo: si imitano gli attori

Negli Usa, infatti, più di un giovane su tre scopre la sigaretta dopo averla vista nelle mani di attrici ed attori. Pubblicato sulla rivista "Pediatrics", lo studio condotto dal Dr. James Sargent del Norris Cotton Cancer Center ha rivelato un aumento delle scene cinematografiche durante le quali attori famosi fumano ed il relativo incremento della percentuale di adolescenti fumatori. Professore di Pediatria alla Dartmouth Medical School, Sargent ha inoltre voluto sottolineare come tale rapporto sia da ricondursi all’elevata influenza sociale del cinema sui giovani dai 10 ai 14 anni, un’età dove attori ed attrici diventano l’esempio più seguito dagli adolescenti. Par arrivare a tali evidenze, James Sargent e la sua equipe hanno sottoposto una lista di 50 film a ben 6522 adolescenti americani di età compresa tra 10 e 14 anni, chiedendo loro di ricordare le pellicole viste tra il 1998 ed il 2000. Nel 74% dei casi, i film riportavano sequenze con attori ed attrici alle prese con scene di fumo. Un ulteriore indagine ha poi voluto rivelare gli effetti di una diversa esposizione al "fumo cinematografico". I ricercatori, dopo aver suddiviso i giovani in quattro gruppi, hanno potuto notare che il rischio tabagismo si accresce di ben 2,6 volte nei ragazzi con un maggiore livello di esposizione. In conclusione, i risultati ottenuti da James Sargent e dal suo team rivelano che, nelle stesse condizioni, il 38% dei ragazzi si avvicina al fumo per imitare le star del cinema. Il rapporto tra cinema e tabagismo non è da considerarsi un fenomeno riservato alla sola società americana. Recentemente, infatti, il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e dei consumatori (Codacons) ha presentato un esposto alla Procura e all’Antitrust contro l’ultimo film di successo di Cristina Comencini. Secondo l’Associazione, infatti, nella pellicola "La bestia nel cuore" sarebbero "troppe le sigarette fumate dagli attori". L’avvocato Marco Donzelli, presidente del Codacons, ha dichiarato: "Spesso al cinema si risolve un momento di nervosismo o di inquietudine con una sigaretta, una scelta estetica che non condividiamo, perché troppo semplicistica e diseducativa".

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