Giovani: lavorano ma niente casa

L’insieme più rilevante dei proprietari è formata da giovani che vivono in coppia (oltre 1,8 milioni di individui), cui si aggiunge una quota significativa di single (321 mila); attraverso l’abitazione si sperimenta un progetto di vita in comune. Al contrario, il fabbisogno abitativo di chi sta a cavallo dei trent’anni rappresenta circa il 65% di giovani che hanno risolto, pur attraverso forme flessibili, la prima fase di indipendenza personale attraverso il lavoro, e che ora, nonostante l’indipendenza economica, soffrono una carenza di autonomia non potendo contare su un’abitazione propria. Questo segmento di potenziale domanda abitativa sfiora i 4 milioni di persone; fatti 100 i giovani che lavorano e che potrebbero acquistare un’abitazione, la maggioranza (56,7%) vive con i genitori, il 33,9% vive in affitto e il 9,4% sono giovani, in coppia (2,9%) o single (6,5%), che vivono in coabitazione. ove si concentrano i potenziali giovani acquirenti? Prevalentemente nel nord-ovest (30,1% del totale) e, in particolare, in Lombardia (18,7%); ma anche al sud c’è una fetta consistente di fabbisogno abitativo (28,1%), non fosse altro perché in quest’area risiede la maggioranza dei giovani tra i 26 e 35 anni (35,8%); nord-est e centro coprono invece ciascuna una quota di potenziale domanda del 22% circa, con un ruolo rilevante di Veneto (10,5%) e Lazio (8,8%). Da tener conto, inoltre, è il dato per cui i giovani con un lavoro atipico nel nostro paese costituiscono il 21,5% del totale dei giovani occupati e che tale quota è tendenzialmente cresciuta negli ultimi anni di circa 3 punti percentuali (dato che nel 2001 erano il 18,8%). Giuseppe Roma, direttore del Censis, ha dichiarato: “I giovani rappresentano la fascia generazionale che domanda abitazioni in un mercato immobiliare che sta divenendo saturo” ed ha poi aggiunto, “bisogna aiutarli anche perché la stabilità abitativa può bilanciare le incertezze del lavoro flessibile”. Consapevole della sempre maggior diffusione di nuove forme lavorative e delle difficoltà, di quanti le svolgono, di accedere ai servizi bancari – primo fra tutti i mutui per l’acquisto di una abitazione – Banca di Roma ha intanto lanciato (dallo scorso novembre) il “Mutuo per i Giovani”. Si è trattato di uno dei primi esempi in Italia di finanziamento per comprare casa, aperto esplicitamente anche ai lavoratori atipici tra i 18 e i 35 anni. Delle domande di finanziamento pervenute, utilizzando il canale online, il 39% sono riferite al Nord, il 38% al Centro e il 23% al Sud. Il 22% delle richieste sono giunte da Roma, l’8% da Milano, il 3% da Torino e Napoli, il 2% da Palermo. Il 64% dei richiedenti sono uomini e il 36% donne. L’interesse suscitato dall’iniziativa, così come la ricerca Censis, hanno evidenziato come il fenomeno dell’atipico sia una realtà duratura e non effimera nel mondo del lavoro, convincendo Banca di Roma ad inserire in modo permanente “Mutuo per i giovani” nel proprio catalogo prodotti. “Il Mutuo per i giovani è la testimonianza di un percorso avviato ormai da mesi e di un’attenzione verso il mondo giovanile e le sue esigenze” ha dichiarato Andrea Crovetto, Direttore Generale di Banca di Roma.

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