Gli U.S.A. fanno guerra al P2P

La nuova legge prevede fino a tre anni di carcere a chi registrerà, con una videocamera, un film in una sala cinematografica per farne una copia pirata e più in generale tutti coloro che infrangeranno i copyrights di musica, software e giochi. Il provvedimento è stato promosso ed appoggiato sia dalla MPAA ( Motion Picture Association ) che dalla RIAA (la nostra SIAE) e farà in modo di destinare maggiori poteri al Dipartimento di Giustizia, che potrà ora perseguire in modo più diretto tutti coloro che scambiano grandi quantità di materiale piratato attraverso la rete. La PDEA punirà gli utenti del P2P (pear-to-pear) che distribuiranno oltre 1.000 dollari di materiale piratato con pene fino a tre anni di reclusione e con un indennizzo che può arrivare sino a 250.000 dollari. Una volta approvata al Senato, la legge permetterà ai procuratori di perseguire tutti coloro che hanno messo a disposizione della rete la possibilità di fare il download del materiale pirata di valore superiore a 1.000 dollari, anche nel caso non risultino effetuati download. Nel testo della legge sono comprese anche altre regolamentazioni, tra le quali spiccano le maggiori protezioni legali per i programmi informatici che impediscono ai minori l’accesso a filmati e trasmissioni televisive violente o pornografiche. Si tratta del primo duro colpo inflitto dalle autorità americane al mondo del pear-to-pear, un argomento di grande attualità in tutto il mondo, e vissuto in modo particolare negli U.S.A., patria delle grandi case produttrici di films, musica e software. La legge deve ancora superare lo scoglio del Senato, ma sembra oramai essere solo una formalità, per quella che sarà una delle leggi più osteggiate dagli utenti di internet.

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