Global Warming: la fine del mondo è vicina?

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Cos’è il global warming? Che legame hanno lo scioglimento dei ghiacciai, la diminuzione della salinità nell’Oceano Atlantico e lo spettro di una nuova era glaciale in Europa?

Un documento molto interessante su quanto sopraccitato lo si può vedere in “Una scomoda verità” (2006), il documentario di Davis Guggenheim con Al Gore protagonista. Il film analizza gli effetti e le conseguenze del global warming, confutando le tesi dei cosiddetti “normalizzatori”, che non vedono il riscaldamento globale come una minaccia. Le teorie “apocalittiche” prevederebbero tra il 2030 e il 2050 (ma probabilmente anche prima) un’esplosione di quanto fino a oggi il pianeta Terra ha incubato, con un radicale cambiamento della geofisica terrestre.

Il riscaldamento globale, vale a dire l’aumento nel tempo della temperatura media dell’atmosfera terrestre e degli oceani, ha subito nell’ultimo secolo un notevole processo di accelerazione, dettato anche dal surriscaldamento globale provocato dall’uomo, estremamente responsabile in materia di inquinamento atmosferico. Questa è tesi molto in voga dagli ecologisti, ma c’è chi non la pensa così.

C’è chi, infatti, rifiuta la validità dell’apporto umano al riscaldamento globale, denunciando così l’irrilevanza del surriscaldamento globale. Stiamo parlando di eminenti scienziati, ma anche di inaspettati outsiders, come il danese Bjørn Lomborg, ex attivista di Greenpeace e autore nel 2001 del controverso “L’ambientalista scettico”, che hanno allontanato l’uomo dalle responsabilità dell’accelerazione del global warming. Secondo questi esperti dichiarare la natura antropocentrica del global warming sarebbe come incolpare i vichinghi di aver deforestato a suo tempo la Groenlandia.

A supporto degli ecologisti che ritengono l’uomo responsabile del cambiamento climatico in atto emerge un sondaggio di Naomi Oreskes, pubblicato su Science n. 306 (Dicembre 2004) in cui si segnala che in nessuno dei 928 articoli di riviste scientifiche incentrati sul cambiamento climatico pubblicati nel decennio 1993-2003, si nega che il global warming in corso sia di origine antropogenica.

Il problema, tuttavia, rimane: resta a noi capire lo stato di salute del nostro pianeta e agire di conseguenza. Prima che sia troppo tardi.

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