Google bombing, scherzo da politici

Ma un buon vocabolario di lingua inglese dice: Waffles – “cialde” o (in senso figurato) “aria fritta” o “chiacchiere”. Di certo è un modo alternativo per ricevere visite, ma associare parole che discreditano, o solo di “cattivo gusto”, a personaggi famosi, sta diventando una moda. Gli algoritmi di Google, per quanto temuti e sofisticati, permettono un giochino dal nome “Google Bombing” cioè, quando il motore setaccia i siti e incontra molte volte le medesime parole associate allo stesso link, quel collegamento sale nel “ranking” della classifica delle risposte. Questo meccanismo, lo stesso che spesso ci permette di arrivare al sito di un personaggio famoso, semplicemente digitandone il nome, è alla base delle ricerche sul noto “motore” americano. I “Google Bombers” (da “Google bombing”, bombardamento di Google), saturando la rete con delle parole specifiche “linkate” ai siti dei loro bersagli, possono condizionare le ricerche del colosso Google, annientando l’effetto delle normali Keywords. I GB non sono nuovi a queste operazioni, a dicembre infatti, la pagina del sito di PalazzoChigi.it con la biografia del premier Berlusconi era facilmente raggiungibile digitando su Google le parole “miserabile fallimento”. Saturare le ricerche di Google con una parola specifica associata ad un nome importante richiede, senza ombra di dubbio, l’opera di un team abbastanza numeroso e molto paziente, tanto da far pensare a vere e proprie campagne per discreditare avversari, spesso politici. Ma destino vuole che qui regni la Par Condicio, se infatti Kerry è l’ultimo target dei Google Bombers, anche George W. Bush nel recente passato ha dovuto pagare dazio con “miserable failure” come keywords dominanti per la web page della sua biografia sul sito della Casa Bianca. Uno stratagemma per secondi fini, o solamente un giochino “da internet”, il “Google bombing” è comunque una sfida per i programmatori di Google, da sempre attenti a chiudere i bug dei propri algoritmi, attenzione che ha reso il “motore” americano, probabilmente, la prima risorsa mondiale in fatto di ricerche internet.

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