Google in locale con Desktop Search

Il tool, a detta degli stessi uomini di Google, “consente ai navigatori di poter cercare tra le loro e-mail, file, discussioni e documenti”. Per ora, è stata rilasciata solo la versione beta in inglese, scaricabile da desktop.google.com, ma presto il tool sarà disponibile in tutte le lingue. “Desktop Search” riproduce in locale le funzioni e la tecnologia utilizzate da Google nel suo celebre motore di ricerca, assicurando all’utente la stessa velocità della risorsa online, attraverso un aggiornamento costante degli indici quando il computer è acceso. Google ha inoltre dichiarato che la prima scansione del sistema può impiegare da un’ora a due giorni per cercare ed indicizzare i contenuti, a seconda della dimensione del disco fisso e delle informazioni presenti, senza però rallentare in alcun modo le normali attività dell’utente. Per il momento, la nuova tecnologia è disponibile solo per i computers dotati di sistema operativo Windows (XP, 2000 con Service Pack 3 e successivi) ed effettua la ricerca nell’hard disk di sistema, non monitorando cioè eventuali dischi esterni. Altra limitazione della beta release è costituita dal fatto che i file ricercati appartengono in gran parte a pacchetti Microsoft, come Outlook e Outlook Express per le e-mail, Word, Excel e PowerPoint per i documenti, con l’aggiunta di AOL Instant Messenger IM’s e della history di Internet. Queste limitazioni sembrano destinate a sparire nelle prossime versioni di “Desktop Search”, che per l’installazione ed il funzionamento richiede requisiti minimi di sistema che comprendano un processore di clock non inferiore a 400 Mhz ed almeno 128 Mb di Ram installati. La ricerca in locale si integrerà a quella online di Google, attraverso l’aggiunta di una nuova icona alla classica task tray, l’icon del desktop andrà infatti ad implementare le altre già presenti nella classica maschera di Google (Web, Immagini, Gruppi, Directory, News,), assicurando comunque la massima riservatezza dei dati. Prima di Google anche altre compagnie più piccole (Copernic, X1 e Blinkx) avevano provato a sfruttare la ricerca in locale, ma spesso non erano servizi gratuiti e soprattutto non disponevano del marchio e della diffusione del colosso californiano. “Desktop Search” si candida quindi ad un futuro da protagonista, ma stando ad indiscrezioni, anche Microsoft, America Online, Yahoo e Ask Jeeves sono pronte a dire la loro nel campo della ricerca in locale.

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