Gravidanza: dagli Usa un ‘no’ al tonno in scatola

Proprio nei pesci, così come nei molluschi e nei crostacei, il mercurio tende infatti ad accumularsi attraverso l’alimentazione, presentandosi poi in quantità maggiori nelle specie con una posizione più alta della catena. Con queste osservazioni, le associazioni di consumatori statunitensi chiedono quindi alla Food and Drug Administration di rivedere le proprie raccomandazioni sull’alimentazione delle future mamme.Secondo una guida pubblicata dall’FDA nel 2004, infatti, il consiglio è quello di non superare i 170 grammi a settimana di tonno in scatola. Un limite poi esteso, sempre da enti vicini al governo, a 340 grammi. Nel proprio rapporto, però, Consumer Reports rivela che nel 6% delle scatolette esaminate dalla FDA è stato trovato un quantitativo di mercurio superiore di un terzo alle concentrazioni fissate come limite. Un allarme immotivato? Non del tutto, almeno secondo i medici. I rischi, infatti, ci sarebbero solo in caso di un consumo prolungato nel tempo di confezioni contenenti tonno con un quantitativo elevato di mercurio.

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