Green Day, American Idiot

A distanza di quattro anni dall’ultimo album registrato in studio i Green Day si apprestano a scagliarsi contro il sistema, con tutta la forza del punk che li distingue. Dopo essersi fatti promotori a suo tempo di una petizione, che riscosse molti consensi, contro la guerra in Iraq, i Green Day non sembrano voler attenuare il loro l’impegno politico e sociale. L’album, come si deduce dal nome, si presenta come una dura critica al governo Bush per l’alienazione e la disillusione subite dai cittadini americani negli ultimi quattro anni. Emblematica è l’artwork del disco che contiene delle immagini molto crude e scioccanti, ma già dalla copertina, sulla quale fa mostra di se una mano che stringe una granata a forma di cuore sanguinante, si capisce che i temi trattai nelle tracks non saranno di certo superficiali. La band ha descritto il disco come un’opera rock, dal momento che i brani Jesus of Suburbia e Homecoming si compongono ognuno di cinque parti, come delle vere e proprie operette. A quindici anni e dieci album dall’inizio della loro importante carriera, i Green Day hanno deciso di abbattere ogni precedente record di vendite con un Cd completo e curato, “American Idiot” è un’opera “punk-rock” che spazia dalla politica alla religione, passando per amore e passioni. I pezzi erano già pronti un anno e mezzo fa, ma a master e mixaggio terminati, si sono accorti che non sarebbero stati all’ altezza dei massimi standard del trio statunitense. Dopo alcuni ritardi quindi, il 21 settembre la band di Billy Joe tornerà per stupirci ancora.

di Flavio S.

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