Greenpeace: le mappe nucleari per l’Italia

Greenpeace è infatti andata a ripescare la carta del CNEN, che era la risultante di varie carte tematiche elaborate negli anni settanta; la mappa ENEA sulla vulnerabilità delle aree costiere ai cambiamenti climatici; l’elaborazione GIS per la localizzazione del deposito nazionale per le scorie nucleari.Il rapporto di Greenpeace "Mappe nucleari per l’Italia" fornisce quindi una lista di aree a maggiore vulnerabilità climatica. Se questo criterio verrà adottato, dalla vecchia carta CNEN devono essere tolte diverse aree costiere e se ci fosse anche l’indicazione di restringere l’attenzione nelle aree a minore pericolosità sismica, "rimangono pochissimi siti su cui puntare l’attenzione": nelle province di Vercelli e Pavia, isola di Pianosa in Toscana, province di Ogliastra, Nuoro e Cagliari.L’associazione si augura poi l’esclusione di Montalto di Castro, mentre differenti sono le possibilità per i siti destinati alle scorie nucleari. La mappa elaborata nel 1999-2000 prevede infatti aree in numerose regioni, ma si concentrano particolarmente tra l’Alto Lazio e buona parte della Toscana, le Murge pugliesi e la Basilicata.

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