Hero, il wuxiapan vince al box office

Al secondo posto scende “King Arthur” con 1.369.367 euro e a seguire “Spider-Man 2” e la new entry “La Mala Educacion”. Per quanto riguarda i film italiani, il primo della graduatoria è il film “Se devo essere sincera”, con Luciana Littizzetto e diretto da Davide Ferrario, che si piazza al sesto posto con 429.807 euro. Un successo annunciato e per ora confermato dagli incassi, quello di Hero, il film del regista di “Lanterne rosse” e “La storia di Qiu Ju”, che continua la saga orientale aperta da Quentin Tarantino con i due episodi di Kill Bill. Hero, il kolossal wuxiapian ( cappa e spada ) ambientato nella Cina pre-imperiale, ci fornisce una delle versioni della fondazione dell’impero, vissuta attraverso le gesta di eroi valorosi e di scontri epici, con al centro la figura di un guerriero Senza Nome. Nel terzo secolo a.C. l’eroe si trova a combattere per l’imperatore del Qin, una delle 7 regioni in cui era suddivisa la Cina in quel periodo, affrontando i killer degli altri sei stati, tra i quali i più pericolosi sono Spada Spezzata, Neve che vola e Cielo. Uccisi i tre guerrieri, Senza Nome si reca dal Re del Quin con le armi dei tre avversari come simbolo di vittoria e con l’intento di rivendicare le ricchezze e gli onori che il sovrano aveva promesso a chiunque fosse riuscito nell’impresa. L’eroe spiega al Re in quale modo è riuscito a sconfiggere i tre avversari, ma alla fine del racconto il Re del Quin gli racconta una versione completamente diversa della vicenda, dando vita ad una serie di contraddizioni degne del “Rashomon” di Kurosawa. Un film dagli effetti speciali imponenti e molto curati, ma che non tralascia l’aspetto psicologico dei personaggi, questo è Hero. Combattimenti che fondono fantasy e realtà attraverso l’uso delle arti marziali, in un mix di forza e delicatezza che ben si addicono alla nostra immagine dell’oriente e dove a farla da padrone sono valori come l’onore ed i sentimenti, caratteri che i guerrieri nascondono dietro alla loro violenza. La trama tessuta dal regista Zhang Yimou è molto ricca di sfaccettature e perfettamente calata all’interno di un film dalle immagini gustose e curate sin nei minimi particolari, per un film uscito in Italia con due anni di ritardo, ma che non stenta a farsi valere nei box office.

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