Hi-Tech al servizio di vino e olio

Il controllo satellitare è sperimentato da anni nei vigneti californiani, ma oggi è una realtà affermata anche sulle colline italiane. Il sistema si basa sulla tecnologia wi-fi che permette di trasmettere dati ad altissima velocità senza cavo di rete, attraverso sensori sistemati tra i grappoli che trasmettono a un computer centrale informazioni sulle condizioni delle viti e su temperatura e umidità del suolo, controllando automaticamente tempi di concimazione e dosaggio di antiparassitari. Un sistema in via di attuazione, fra gli altri, presso Biondi Santi di Monterò, in Toscana, e presso l’azienda calabrese Librandi di Cirò Marina, che sta realizzando su 320 ettari una vigna hi-tech con controllo elettronico della produzione. Nei vigneti di Franciacorta è partito da poche settimane il monitoraggio aereo e satellitare della maturazione dei grappoli. Complessi algoritmi processano informazioni relative a tenore zuccherino, acidità e polifenoli, incrociandole con rilievi effettuati sul campo, con l’ausilio di un Gps portatile, per individuare il momento giusto della vendemmia. Arrivate le uve in cantina, sarà la rete di Internet a offrire la tecnologia per gestire a distanza le operazioni di vinificazione. È l’azienda agricola veronese Albrigi a presentare un sistema informatico che permette di gestire una cantina in totale sicurezza anche a migliaia di chilometri di distanza, consentendo agli enologi di controllare contemporaneamente più lavorazioni in luoghi diversi. Un software raccoglie i dati provenienti dalla cantina, come concentrazione zuccherina, acidità volatile e gradazione alcolica, li elabora confrontandoli con uno storico relativo agli ultimi dieci anni, e li trasmette via Internet al telefonino, completi di grafici e opzioni di controllo. Un impianto simile è già in sperimentazione presso l’Istituto Agricolo Regionale di Aosta. Ad altissima tecnologia anche il tradizionale tappo, che nasconde nel sughero un microchip dov’è memorizzata l’intera filiera produttiva (azienda Anna Spinato). Infine la distribuzione e la promozione al pubblico, ultimo anello della filiera a essere interessato dalle nuove tecnologie. L’Enoteca d’Italia, società incaricata dal ministero delle Politiche Agricole e Forestali per la promozione del vino italiano nel mondo, ha in progetto un sistema, operativo dalla fine del 2005, per sfruttare banda larga, Umts, navigatore satellitare e digitale terrestre nella comunicazione diretta fra produttore e consumatore. Che cibo abbinare al vino appena acquistato? Basta un’occhiata al telefonino per scoprire ricette e suggerimenti. Quali sono i vini d’eccellenza del territorio che si sta visitando? Ce lo dice il navigatore satellitare, che riporta la Gran carta dei vini d’Italia e le più vicine aziende con vendita diretta. Come sapere di più sui vitigni di un territorio italiano? Sufficiente sintonizzarsi sul canale digitale terrestre dove sarà accessibile una library con 350 varietà autoctone italiane. Un’ondata di “new tech” che interessa anche Sol e il mondo dell’olio: l’ultima frontiera della rintracciabilità si chiama “tele etichetta”, proposta da Unaprol, la più grande organizzazione fra le associazioni di produttori. Basterà inviare un sms con il codice della bottiglia che si sta per acquistare, per ricevere informazioni su luogo di raccolta, frantoio di molitura, acidità dell’olio. Se non dovesse bastare, ecco la video etichetta: in questo caso la risposta rimanda una pagina del servizio teletext, dove si potranno trovare informazioni su luogo di raccolta delle olive, azienda produttrice, frantoio, analisi fisico chimiche, profilo organolettico e cultivar adoperate.

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