I biocarburanti e l’aumento della pasta

Eppure i maggiori produttori di pasta italiani hanno annunciato rincari che vanno dal 10 al 20%, in quanto il prezzo della semola di grano duro sarebbe salito di circa il 50% sui mercati internazionali. Secondo la Coldiretti però, è "strumentale imputare ai prodotti agricoli la responsabilità di aumenti così rilevanti al consumo". Sempre la Coldiretti sottolinea che il costo del grano è adesso lo stesso degli anni ’80. " Il rischio è che gli allarmi – spiega l’organizzazione agricola -, oltre a frenare lo sviluppo di energie alternative determinanti per combattere i cambiamenti climatici in atto, servano a coprire la volontà di aumentare le importazioni dall’estero di prodotti da spacciare come Made in Italy in assenza di una adeguata informazione in etichetta". Un rischio che si somma al fatto che in Italia si registrano pesanti ritardi nello sviluppo di energie alternative provenienti dalle coltivazioni agricole nazionali."Ad oggi – spiega Coldiretti – non c’è neanche l’ombra di biocarburanti nei distributori nonostante gli obiettivi fissati dalla finanziaria, che prevede che i biocarburanti come il biodiesel o il bietanolo ottenuti dalle coltivazioni agricole debbano essere distribuiti in Italia nel 2007 in una quota minima dell’1%, di tutto il carburante (benzina e gasolio) immesso in consumo. E ciò significherebbe la messa a coltura a colza o girasole a fini energetici in Italia di 273mila ettari di terreno".

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