I colori dell’anima, Modigliani

Per l’attore cubano (12 aprile 1956, Havana) si tratta infatti di un’esperienza che arriva dopo “Death in Granada” (1997), dove vestiva i panni del poeta spagnolo Federico García Lorca, e “Arturo Sandoval Story” (2000), film nel quale si ripercorreva la storia del grande trombettista cubano. Ambientato a Parigi, ma girato in Romania dal regista scozzese Mick Davis, “I colori dell’anima – Modigliani” insegna però che la trattazione biografica-romanzata (biopic) di alcuni celebri artisti non sempre risulta facile e priva di insidie. Proprio il Modigliani, personaggio che incarna i caratteri di genio e la sregolatezza come pochi altri, ne è infatti l’esempio. Il film di Mick Davis ha il pregio-difetto di interpretare la storia dell’artista dal punto di vista della società del tempo, rivelando come questa non sia riuscita a comprendere per intero la straordinaria genialità del Modigliani. Un nobile intento che finisce però col donare scarsa profondità alla pellicola ed un’analisi psicologica solo accennata dei grandi artisti che vi compaiono. “I colori dell’anima – Modigliani” ci riporta nel 1919, la Grande Guerra si è conclusa e la vita notturna di Parigi è piena di passioni oscure ed ossessioni incontrollabili. Al Café Rotonde, rifugio di una cerchia di artisti, c’è un tavolo come non si è mai visto nella storia: Picasso, Rivera, Stein, Cocteau, Soutine, Utrillo e Modigliani. Si racconta per la prima volta l’aspra rivalità tra Picasso e Modigliani: due uomini invidiosi l’uno dell’altro e del loro talento, la loro arroganza e le loro passioni. Ma è anche il racconto della più grande tragedia amorosa della storia dell’arte. Jeanne Hebuterne era una bellissima ragazza cattolica che aveva una sola colpa: suo padre non l’aveva perdonata di essersi innamorata di un ebreo, Modigliani. Spinto dal suo bigottismo religioso, il padre di Jeanne manda in gran segreto il figlio, frutto di quell’unione, in un convento. Contemporaneamente, Parigi si prepara per un’annuale competizione artistica: il premio è rappresentato da soldi e certamente da una carriera assicurata. Fino a quel momento Picasso non si era iscritto, e la stessa cosa aveva deciso Modigliani. Ma, Modigliani si trova alle strette: lui e Jeanne devono salvare il loro bambino. Pervaso dalla rabbia e completamente bagnato per la pioggia, Modigliani irrompe nel Café Rotonde e sotto lo sguardo di Picasso e di tutti gli altri artisti, segna il suo nome tra i partecipanti al concorso. A quel punto, Picasso si alza e si iscrive anche lui. Parigi si entusiasma e così si comincia. Un treno veloce viaggia nella notte dando forma alla vita di tutti i protagonisti. Al calare della sera gli artisti si raccolgono ognuno davanti alla propria tela bianca e cominciano a creare il loro capolavoro: Soutine dipinge la carcassa di un bue; Rivera, Frida nella bottiglia; Picasso, sua moglie Olga e Modigliani, Jeanne, la bellissima Jeanne. Il fato veglierà su questa grande notte ed il giorno successivo la ragazza darà un contributo che inciderà per sempre sulle loro vite. Andy Garcia, Elsa Zylberstein (Jeanne Hebuterne), Hippolyte Girardot (Maurice Utrillo), Omid Djalili (Picasso), Udo Kier (Max Jacob) e Eva Herzigova (Olga) sono i protagonisti di ” I colori dell’anima – Modigliani”, un film che trova nella fotografia di Emmanuel Kadosh e nella scenografia di Giantito Burchiellaro i suoi veri punti di forza. Distribuito da Istituto Luce, il film arriva nelle sale italiane a partire dal 13 maggio 2005.

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