I Manila Hemp e il grunge all’italiana

Dal 10 al 20 gennaio, invece, torneranno al Red House per registrare altri sei brani e questa volta in consolle ci sarà mister Steve Albini. Bel colpo per gli abruzzesi. Intanto consideriamo questi primi preziosi quattro brani. Si parte con "Io sono qui" che contiene l’interessante ossimoro sitar-esplosione grunge, ma si adagia anche su una ballata che riporta alla mente i Pearl Jam post grunge, di questo brano è stato girato anche un video dal regista Stefano Bertelli (Ottomillimetri.com).Il secondo brano "Provala" si sposta più nella zona delle profonde tristezze di Layne Stanley e Jerry Cantrell, mentre "Laggiù" è forse l’unica traccia che presenta delle incertezze, in quanto risulta tanto irruenta, quanto confusa. "Onda di letame", invece, è caratterizzata da un wall of sound che farebbe invidia a Phil Spector, grazie soprattutto al gran lavoro delle chitarre che rendono il sound avvolgente e mastodontico. Questi quattro brani fanno ben sperare per il rock italiano anche perché i MH hanno dimostrato di saper coniugare la passione per il grunge con la giusta attenzione a testi introspettivi. Vittorio Lannutti

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