I risultati della lotta al file-sharing

Questi i risultati ottenuti durante il primo anno di azioni legali intraprese in tutta Europa: 248 individui perseguiti, per lo più uomini di età compresa tra i 25 e i 35 anni, hanno pagato sanzioni amministrative o risarcimenti mediamente di 3.000 euro. In Italia sono 26 i denunciati dopo le recenti azioni delle forze dell’ordine in diverse regioni italiane e le ultime ricerche hanno evidenziato, ad esempio, che in Germania il fenomeno del file-sharing illegale è calato di 1/3. Questo porta il numero totale delle azioni contro il file-sharing illegale a 11.552 in tutto il mondo. La nuova grande ondata di azioni legali contro coloro che diffondono illegalmente file musicali su Internet è stata annunciata oggi con nuovi casi lanciati contro 963 individui in 11 Paesi tra Europa e Asia e azioni di lotta al file-sharing illegale hanno coinvolto quattro nuovi Paesi in Europa: Olanda, Finlandia, Irlanda e Islanda. Queste nazioni si aggiungono ad Austria, Danimarca, Francia; Germania, Italia e Gran Bretagna, le quali hanno iniziato questa battaglia l’anno scorso. Il primo Paese asiatico ad intraprendere azioni legali, il Giappone, ha annunciato oggi che si unisce alla battaglia contro la pirateria musicale on-line. Il mercato giapponese ha subito un duro colpo negli ultimi anni sia a causa dalla pirateria via internet sia a causa di altri fattori che hanno fatto perdere il 30% di tutto il suo valore ( 200 milioni di yen o 1.8 milioni di dollari) tra il 2000 e il 2004. La nuova ondata di azioni legali coordinate dall’IFPI (Federazione internazionale dell’industria fonografica) con l’appoggio di più di 1400 case discografiche, ha coinvolto non solo utilizzatori di Kazaa ( KaZaA, Kazaa Lite, iMesh), ma anche di nuovi servizi di file-sharing inclusi eDonkey e eMule, diversi servizi Gnutella ( Bearshare, Limewire), OpenNap, WinMX e Winny, DirectConnect e BitTorrent. Un anno dopo le prime azioni, penali e civili, intentate dall’industria discografica contro la pirateria in Europa, 246 persone hanno già versato sanzioni o indennizzi mediamente per più di 3 mila euro ciascuno. Si tratta principalmente di cittadini di età compresa tra i 20 e i 35 anni, che hanno un’occupazione tra le più diverse, dal direttore di azienda, al rappresentante di auto, dall’insegnante all’autotrasportatore. 9.900 sono invece i casi registrati in USA e questo porta il numero totale di azioni legali intraprese a livello internazionale a 11.552. In Italia le azioni condotte nei primi mesi del 2005 hanno portato alla denuncia di 26 soggetti che ponevano in condivisione grandi quantità di brani musicali. Le azioni recenti seguono altre similari iniziative che hanno colpito 37 soggetti nel 2004. Di questi ultimi, circa il 20 % ha già versato sanzioni amministrative ed è in attesa del procedimento penale connesso. Enzo Mazza, direttore generale di FIMI, Federazione dell’Industria Musicale Italiana ha dichiarato: “Sono stati colpiti duramente i pusher delle musica illegale e nelle prossime settimane altri soggetti saranno perseguiti per la violazione sistematica delle norme”.

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