Il 24 marzo arrivano i Robots

Se nella versione italiana ci sarà tutta la simpatia del Dj più famoso d’Italia, è però la release originale a vantare un cast di doppiatori degno di un colossal. Presenti, tra gli altri, nomi di spicco come Ewan McGregor (Rodney), Halle Berry, Greg Kinnear, Mel Brooks, Drew Carey, Jim Broadbent, Amanda Bynes e Robin Williams, mentre altri ruoli importanti sono stati interpretati da Stanley Tucci, Jennifer Coolidge, Paul Giamatti e Dianne Wiest. Da segnalare che per Robin Williams si tratta di un ritorno all’animazione cinematografica, dopo il ruolo interpretato nel 1992 in “Aladdin”, mentre per Mel Brooks si tratta del debutto assoluto. Ma i veri protagonisti del film saranno i robots: Rodney Copperbottom (Ewan McGregor), un giovane inventore geniale che sogna di aiutare gli altri robot, ovunque si trovino; Cappy (Halle Berry), una robot bellissima, dinamica e brillante di cui Rodney s’invaghisce; il malvagio e tirannico magnate Ratchet (Greg Kinnear), che entra in conflitto con Rodney; Bigweld (Mel Brooks), un autorevole inventore che ha smarrito la strada; un gruppo di robot dimessi e trasandati, i Rusties, guidato da Fender (Robin Williams) e Piper Pinwheeler (Amanda Bynes). La testa, le braccia e le gambe di Fender si staccano regolarmente nei momenti meno opportuni e, poiché Rodney soddisfa il suo costante bisogno di riparazioni, i due diventano amici per la pelle. Piper è la sorellina maschiaccio di Fender, che sorprende tutti con la sua determinazione e forza. Nel film, Rodney parte dal suo piccolo paese per dirigersi verso una grande città, con lo scopo di realizzare il suo sogno: diventare come il robot Bigweld, un grande inventore e filantropo. Ma, come spesso accade nel mondo reale, le sue aspettative vengono disilluse dalla triste realtà dei fatti. Circostanze sgradevoli che Rodney, con l’aiuto dei suoi amici, cercherà di cambiare. Il risultato è una commedia fiabesca e senza tempo, che allarga i confini dell’animazione, introducendo personaggi ricchi di umorismo e temperamento in una storia commovente, capace di provare che, qualunque sia la materia di cui è composto, un robot può risplendere di luce propria. “Robots” nasce dalla collaborazione tra il regista Chris Wedge ed il celebre autore e illustratore William Joyce, mentre la produzione è affidata a Blue Sky Studios di Twentieth Century Fox. “Le idee partono da un’ambientazione”, afferma Wedge, “e ho pensato che mi sarebbe piaciuto un mondo meccanico da visitare in modo creativo. Sono stati fatti molti film di fantascienza con i robot, ma Bill Joyce e io volevamo creare qualcosa di diverso, di bizzarro, pieno di colore e popolato di esseri meccanici”. “Sarebbe stato un mondo creato interamente da zero”, prosegue Wedge. “Nel senso che sapevamo che avremmo dovuto inventare tutto. Non è come un film ambientato nell’era glaciale che parla di insetti o pesci. Non avevamo punti di riferimento da cui attingere”. Joyce, come Wedge, ha raccolto la sfida – inventare un mondo completamente nuovo – ben sapendo quanto fosse complessa. “Una volta ho detto a un mio amico che la cosa che mi avrebbe reso più felice in assoluto sarebbe stata la possibilità di disegnare un intero mondo”, dichiara Joyce. “Robots mi ha offerto proprio questa opportunità”. Premiato dal pubblico americano, dal 24 marzo “Robots” sbarca in Italia, per l’ennesimo capolavoro di animazione.

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